Fiducia Inter: velocità, dribbling e zero cartellini. Chi è Luis Henrique e dove può giocare nel 3-5-2

L’Inter fa sul serio per Luis Henrique Tomaz de Lima, più noto semplicemente come Luis Henrique. La presenza di Mehdi Benatia, oggi ds dell’Olympique Marsiglia, a San Siro in occasione del derby di Coppa Italia (in foto con Vincent Kompany, allenatore del Bayern Monaco) certifica i colloqui tra i club per il gioiellino brasiliano. L’Inter, che deve fronteggiare la concorrenza proprio del Bayern ma si è mossa prima e in maniera più concreta, vuole chiudere in tempi rapidi. L’obiettivo della dirigenza è arrivare a dama entro fine maggio, per poi formalizzare l’operazione nella nuova sessione di mercato di inizio giugno e mettere il rinforzo a disposizione di Simone Inzaghi già per il mondiale per club. C’è da trovare la quadra con il club francese - che ha una valutazione attorno ai 30 milioni di euro -, ma aiutano anche i buoni uffici interisti con l’agenzia che assiste il verdeoro, la stessa (Roc Nation) che cura gli interessi tra gli altri di Federico Dimarco.
Chi è Luis Henrique. Classe 2001, 181 centimetri d’altezza, destro di piede, ama partire da sinistra per accentrarsi, ma non solo: a Marsiglia, agli ordini di Roberto De Zerbi, è stato impiegato in più occasioni come esterno destro. E nella seconda parte del campionato di Ligue 1 è proprio in questa posizione, in un centrocampo a quattro, che sta trovando la sua definitiva consacrazione. Cresciuto nel Três Passos e poi nel Botafogo, nel 2020 l’OM ha sborsato 8 milioni di euro per portarlo in Francia. Tutt’altro che buona la prima: 24 presenze complessive, con zero gol. Numeri simili anche nella seconda stagione in Francia, conclusa con il rientro in prestito in Brasile, dove ha trovato maggiore continuità. Rientrato a Marsiglia a gennaio 2024, ha trovato maggiore spazio nella seconda parte della scorsa stagione, per poi diventare un titolare fisso nel campionato in corso, quello della svolta: 9 gol in 29 presenze complessive stagionali (7 in 27 in Ligue 1).
Dove potrebbe giocare all’Inter. Proprio la stagione con De Zerbi - “è come un padre per me”, ha detto di recente - potrebbe aiutare Luis Henrique a inserirsi nel calcio italiano. Dopo un avvio con il 4-2-3-1, in cui il brasiliano giocava da esterno alto a sinistra, il tecnico bresciano è progressivamente passato al 3-4-2-1, molto più simile al modulo di riferimento di Inzaghi. In questo contesto, Luis Henrique è stato impiegato per lo più come esterno a destra nella linea di centrocampo a quattro. Logico pensare a un possibile ricambio di Dumfries, ma con la sua polivalenza - come Zalewski, il cui riscatto è da decidere - potrebbe dare il cambio anche a Dimarco. Il tutto, in un restyling delle fasce che dovrebbe portare Carlos Augusto a essere sempre di più un’alternativa a Bastoni più che un vice quinto, e Darmian un jolly spendibile in più posizioni del campo. Vi sarebbe da affinare la propensione difensiva, ma il dribbling è un fondamentale che può fare molto comodo all’Inter. L’età verde e l’affare di prospettiva rientrano senza grossi dubbi nelle nuove linee-guida di Oaktree, spiegate di recente anche da Marotta. Un dato potrebbe aiutarlo a sintonizzarsi sulle frequenze di Inzaghi: zero cartellini nelle 103 partite complessive giocate con il Marsiglia.
