Krapikas: "Salvezza? Vogliamo vincerle tutte. Mai sentito tanto affetto come a Messina"

Il portiere dell’ACR Messina Titas Krapikas crede fortemente nella salvezza nonostante la situazione in classifica sia complicata – anche per le esclusioni di Taranto e Turris – e quella societaria anche: “In ogni posto dove andiamo, quando incontriamo qualsiasi persona qui in città avvertiamo che tutti sono al nostro fianco. Personalmente un affetto così non l’ho mai sentito anche se ho giocato in piazze importanti. Siamo in fondo alla classifica eppure a fine partita dopo avere vinto si va a festeggiare sotto la Curva, è qualcosa di spettacolare”.
Il portiere, nell’intervista rilasciata a Messinasportiva.it, parla poi della corsa salvezza con l’obiettivo di tenere la distanza dalla Casertana sotto gli otto punti (ora sono sei) per avere la possibilità di disputare l’unico play out del Girone C: “Non so quanto punti servano, ma voglio vincerle tutte. Adesso abbiamo il Sorrento e dobbiamo pensare a una gara alla volta e poi vedere. A Potenza troveremo un campo piccolo, si giocherà come a Giugliano una partita avanti e indietro, ricca di capovolgimenti. Bisognerà lottare con tutto quello che abbiamo. - prosegue Krapikas – Io scaramantico? È vero, mi chiamavano napolituano”.
Infine il lituano torna sul rigore parato contro l’Altamura: “Un amico dopo la gara mi ha detto che dalla televisione ha sentito un boato più forte quando ho parato il rigore di quando abbiamo segnato. Nel corso della partita ero talmente gasato che non lo avevo sentito. Nei rigori conta a mio avviso al 50% lo studio e al 50% l’istinto. Se studiamo che devo andare da una parte ma sento che mi tira dall’altro vado dove sento che possa calciare e credo di essere sicuro, poi se prendo gol ho sbagliato io”.
