Cosa manca per Paratici al Milan. Ma una cosa è sicura: c'è un ds tradizionale

Dopo il pareggio nel derby, il Milan si rituffa nel campionato per cercare di conquistare almeno un piazzamento in Europa: nelle prossime tre partite, i rossoneri affronteranno Fiorentina in casa (sabato 5 aprile ore 20:45), Udinese in trasferta (venerdì 11 aprile alle 20:45) e l'Atalanta in casa (domenica di Pasqua ore 20:45). Si dovranno fare 9 punti su 9 per avere speranze almeno di Europa League.
Il prescelto è Paratici
Ma non c'è solo il campo. Il dossier in ballo più importante è quella del direttore sportivo. Fabio Paratici è ad un passo dal diventare il nuovo direttore sportivo del Milan, anche se, nonostante ci sia un accordo di massima, per la firma si registrano ancora tempi lunghi a causa di alcuni dettagli - non di poco conto, anzi - contrattuali da sistemare e che accontentino entrambe le parti in causa. Si è, dunque, ora nella fase della stesura del contratto, dove verrà inserita una clausola molto importante: il Milan vuole infatti cautelarsi in caso di condanna penale dell'ex dirigente della Juventus nell’inchiesta Prisma e per questo vuole mettere nel contratto un clausola d’uscita, una sorta di diritto di recesso super blindato.
Tradizionale
La firma dovrebbe arrivare per fine mese/inizio maggio, a meno di clamorose sorprese che comunque non si devono escludere a priori. Quello che è certo - a prescindere dal nome di Paratici - è che il Milan prenderà un direttore sportivo tradizionale: “Non abbiamo - ha dichiarato Furlani - avuto un DS tradizionale nelle ultime due stagioni, abbiamo separato il ruolo in varie persone nel club. Adesso quello che stiamo valutando, decisioni non sono state ancora prese, di prendere un DS più tradizionale e riconsolidare quei ruoli in una persona. Rimarrà comunque un gruppo di lavoro, si lavorerà insieme con l’unico obiettivo di avere successo sul campo”.
