Mats Hummels si ritira: sul tetto della Germania e del Mondo ma non su quello d'Europa

Quando un calciatore annuncia il suo ritiro dal calcio giocato, come ha fatto Mats Hummels in questo inizio di aprile, la prima cosa che viene naturale fare è guardare ai traguardi raggiunti. Ai trofei vinti. Ai riconoscimenti conquistati. E, quando si ha alle spalle una carriera come quella del difensore tedesco, è chiaro che le gioie superano di gran lunga i dolori.
Anche perché, con addosso le maglie di Bayern Monaco e Borussia Dortmund – le due società che hanno segnato in maniera determinante la sua carriera – l'attuale giocatore della Roma ha conquistato sei edizioni della Bundesliga, due DFB-Pokal (la Coppa di Germania) e cinque DFL-Supercup (la Supercoppa di Germania). In sintesi: tutto ciò che si può vincere nel calcio tedesco.
In Nazionale, poi, è arrivata la gioia più grande: la vittoria della Coppa del Mondo nel 2014, conquistata in Brasile nella finale del Maracana contro l’Argentina, decisa al 112' dal gol di Mario Gotze.
E i dolori? Facili da individuare. Avendo militato in top club come quello bavarese e quello giallonero (escludendo la parentesi capitolina), le competizioni UEFA rappresentano un obiettivo naturale, quasi imprescindibile. Eppure, per Hummels, non è mai arrivato il momento di alzare al cielo la Champions League, né altri trofei internazionali per club. Un vero peccato.
