Barcellona tra Yamal e rinnovi. Come il caso dei 100 milioni dei VIP Box può complicare le cose

Il Barcellona ha vinto la battaglia, ma la guerra si preannuncia ancora lunga. Ci stiamo ovviamente riferendo all'ultima querelle tra il club catalano e LaLiga, che ha visto quest'ultima contestare la possibilità che Laporta e i suoi utilizzassero i 100 milioni derivati dalle vendite del nuovo Spotify Camp Nou, un impianto non ancora sorto e quindi - secondo i vertici del calcio spagnolo capeggiati da Tebas - non ancora soggetto a fonte di reddito.
Oggi, però, i blaugrana hanno ricevuto l'ok per poter continuare ad utilizzare Dani Olmo e Pau Victor (tesserati anche proprio grazie a quei soldi) fino a fine stagione. Una vittoria, dunque, ma che all'orizzonte preannuncia una situazione che il club dovrà certamente risolvere affinché non vada ad inficiare il futuro della propria stella: Lamine Yamal.
Secondo quanto riferito da AS, infatti, da qui al 30 giugno il compito del Barcellona sarà quello di dimostrare al revisore dei conti che i VIP Box dello stadio sono una risorsa reale, indipendentemente dal fatto che il Camp Nou sia operativo o meno. Se così fosse, e LaLiga desse il via libera, il club tornerebbe alla regola dell'1:1 (spendere un euro per ogni euro risparmiato) che finora ha dato respiro alle casse della squadra, permettendole anche di firmare le estensioni di alcuni perni della rosa come Gavi, Araújo, Pedri o Iñigo Martínez.
All'orizzonte però Laporta dovrà affrontare anche le questioni dei rinnovi di Szczesny, De Jong e, soprattutto, di Lamine Yamal, appunto. Il Barcellona ha bisogno di crearsi lo spazio necessario per potersi assicurare la firma del fenomeno classe 2007 ma se la procedura per ottenere i visti per i 100 milioni di euro destinati ai palchi VIP dovesse complicarsi, i catalani potrebbe essere costretto a effettuare una cessione (o più) per prolungare il contratto del proprio uomo di punta. Al momento la firma di Yamal sembra scontata ma difficilmente si arriverà a dama prima di luglio e il procuratore del ragazzo, Jorge Mendes, avrebbe già iniziato a fare pressioni alla dirigenza blaugrana.
