Milan-Paratici, com'è possibile trattare con chi ha una squalifica e due processi pendenti?

Il Milan ha fatto l'ennesima brutta figura della sua annata. Perché se è vero che Fabio Paratici poteva essere una scelta di campo ottima per cercare di mettere in fila pedine disordinate - e che continuano a esserlo - dall'altro lato bisogna anche essere onesti nel dire che scegliere un dirigente squalificato per ripartire non è il massimo dell'opportunità. Di più, Paratici ha ancora due processi pendenti: uno dal lato sportivo per la questione stipendi della Juventus, l'altra dal lato penale che potrebbe andare per le lunghe perché il 15 aprile non sarà dirimente. Anche in virtù di questa idea c'era l'intenzione di proporgli un contratto che potesse essere firmato solo dal 16 aprile in poi.
Di più, ieri ci sono stati contatti fitti fra gli avvocati di Fabio Paratici e il Milan per risolvere la questione, finita in un nulla di fatto perché la questione si stava complicato. A questo punto la domanda è anche un'altra: era possibile trattare, per Furlani, con un dirigente squalificato? E soprattutto, quando avrebbe iniziato a operare? Chi avrebbe mandato per prendere i giocatori dal Milan?
Dall'altro lato c'era anche Giuseppe Marotta che aveva rilasciato frasi sibilline pre derby di Coppa Italia. La realtà è che l'Adise - l'associazione dei direttori sportivi - era infastidita - per usare un eufemismo - da questa situazione. Risultato? Tutto all'aria, già nella tarda serata di ieri.
