Kean patrimonio del nostro calcio, non solo della Fiorentina. Anche l'Italia se n'è accorta

Sempre più Moise Kean, dalla Fiorentina e Firenze all'Italia intera grazie ai gol segnati in Nazionale. L'amarezza azzurra può essere alleviata da qualche nota lieta e una di queste è senza dubbio rappresentata dal fatto che anche senza Retegui l'Italia abbia chi segna. Questo almeno dalla prospettiva di Spalletti, perché se visti con gli occhi del tifoso della Viola e del suo allenatore Palladino, i due gol alla Germania altro non sono che una conferma della sua esplosione.
A novembre il dg Ferrari aveva parlato così della situazione Kean: "Non è una condizione che amavamo nonostante ci era stata chiesta dall’altra parte, ma abbiamo cercato di concluderla nel migliore dei modi. Si tratta di una clausola di 52 milioni che non vale solo all’estero: è stata fatta perché lui voleva questa garanzia e noi lo volevamo a tutti i costi. Se poi vorrà andare via dovrà dare anche lui il via libera".
Intervistato ieri dal Corriere Fiorentino, il suo allenatore Palladino ha invece parlato così di Kean: "È un mio pallino da due anni, ci vedevo il mio centravanti ideale. Qui è stato amato e si è fatto amare. E può crescere ancora. Per quanto riguarda la clausola posso dire che Moise riconosce quanto piazza, gruppo e società gli hanno dato". Ricordiamo che la clausola per l'estero di 52 milioni vale solo dal 1° al 15 luglio.
