Ferguson come Bonaventura: Italiano arretra la qualità, ma il risultato parla chiaro

C'era una volta Lewis Ferguson trequartista. Il Bologna è tornato, ormai da tempo, a godere delle prestazioni del suo capitano, o vice in presenza di De Silvestri, ma le cose, rispetto al passato, sono cambiate. Con l'arrivo di Vincenzo Italiano sulla panchina dei rossoblù lo scozzese ha infatti arretrato di molto il suo raggio d'azione, un po' come fu per Giacomo Bonaventura con lo stresso allenatore che guidava la Fiorentina, ma il suo rendimento, partita dopo partita, si sta alzando tantissimo. Arretrare la qualità per favorire il gioco: questo il pensiero del tecnico, che ha fatto due scelte simili avendo risultati sempre convincenti.
Mancano solo i gol.
Chiaramente a risentirne è la prolificità dello stesso Ferguson che dopo aver segnato 13 gol nelle sue prime due stagioni in Serie A, in questa è fermo a quota uno, ma ci sono altri motivi dietro a tutto questo. Il primo è quello legato all'infortunio patito alla fine del campionato scorso, che ha tenuto il centrocampista ai box fino a ottobre scorso, e il secondo, che si lega a quello già detto, è la continuità che il giocatore sta davvero ritrovando adesso.
I risultati ci sono.
Detto di questo unico neo, che comunque potrebbe sparire con il passare del tempo, Italiano sta avendo i risultati sperati, visto che la mediana composta dallo scozzese e Freuler dà garanzie in tutto. E il Bologna può continuare a sognare, anche con Ferguson alcuni metri più indietro.
