Torino, un inizio di 2025 tra le big. E nel ritorno è una marcia da Europa

In casa Toro c’è sempre una buona dose di rimpianti. Perché si pensa a che stagione sarebbe potuta essere con capitan Zapata, considerando anche com’era cominciata, oppure che cammino si sarebbe potuto fare tenendo la media punti cui la squadra sta viaggiando da diverse settimane a questa parte. A Paolo Vanoli, però, non parlate di rammarico o di guardarsi indietro: “Non osservo mai il passato quindi non ho rimpianti: gli errori sono un’occasione di crescita, siamo stati bravi a tenere la barca dritta e ho capito che bisognava cambiare qualcosa, alla fine ci siamo riusciti” ha commentato dopo il pareggio contro la Lazio. E il suo Toro ci è riuscito molto bene, perché dopo due mesi abbondanti tra ottobre e dicembre da incubo e vissuti con il terrore di finire invischiati nella lotta per non retrocedere, adesso è tutto un altro percorso.
Già, perché i granata stanno vivendo questi primi tre mesi di 2025 tra le big: Ricci e compagni sono al settimo posto con 19 punti, gli stessi della Fiorentina e uno in meno del Milan ma con una gara in meno rispetto ai viola e ai rossoneri. I gol fatti restano piuttosto contenuti (16), mentre il dato delle reti subite è ancora da applausi, visto che soltanto Roma (6) e Atalanta (9) hanno numeri migliori del Toro (11). E se si guarda al girone di ritorno la squadra di Vanoli va ancora meglio, con i 18 punti che valgono il sesto posto sopra a squadre del calibro di Milan, Lazio, Fiorentina e Atalanta. Ora mancano ancora otto partite per confermare la crescita, “otto finali” come vengono chiamate nello spogliatoio granata. Questo percorso deve diventare un punto di partenza per il Toro, anche per cominciare già adesso a programmare il futuro. Perché da una parte crescono i rimpianti, ma dall’altra c’è anche e soprattutto la possibilità di proiettarsi già verso la prossima stagione con un ottimo anticipo rispetto alla concorrenza.
