Klinsmann ricorda il Mondiale del 2006: "Italia con più classe ed esperienza della Germania"


L'ex Inter Jurgen Klinsmann, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ricorda i Mondiali del 2006, quando alla guida della Germania padrona di casa fu eliminato in semifinale dall'Italia, con gli azzurri che successivamente vinsero il titolo battendo la Francia ai rigori in finale.
Quando nasce l'idea di diventare allenatore?
"È stata una sorpresa. Finii da calciatore nel '98 dopo i Mondiali, mi trasferii negli USA, in California, dedicandomi a una vita più tranquilla. Sono tornato al college per capire come funziona il business e, nel 2004, Vogts venne a casa mia. Parlammo a lungo degli Europei di quell'anno e mi chiese se mi interessava la Nazionale. Avevo fatto il patentino, tutto, ma non avevo mai pensato di fare l'allenatore. Lui però chiamò la Federazione e il giorno dopo mi richiamarono e diventai ct".
Che cambierebbe di quell'Italia-Germania del 2006?
"Quei Mondiali sono stati indimenticabili. Avevamo una squadra molto giovane e solo due anni per prepararla. C'erano Podolski, Lehmann, Ballack, nomi importanti. Con l'Italia avevamo tutto il Paese alle nostre spalle, incredibile. Avevamo un gruppo di ragazzi con uno spirito bellissimo, pieno di energia. Ci siamo goduti quel torneo fantastico. A distanza di anni, che dire? Alla fine vinse l'Italia e meritò, perché era un pizzico più matura come squadra. C'erano Del Piero, Totti, più classe rispetto a noi e anche più esperienza. Lippi fece le mosse giuste e andò così. Abbiamo avuto occasioni per segnare, ma l'Italia meritò di vincere la coppa".
