Juventus, la Champions questione di 'vita o morte': senza ci saranno dei sacrifici

La Champions League rappresenta per la Juventus un bivio decisivo. Una questione di 'vita o di morte' scrive addirittura il Corriere dello Sport-Stadio. Con gli scontri contro Roma, Bologna e Lazio in arrivo, seguiti da partite più facili contro Lecce, Parma, Monza, Udinese e Venezia, il futuro della squadra si gioca ora, con la qualificazione al 4° posto garantirebbe la sostenibilità economica e permetterebbe nuovi investimenti. Viceversa, la mancata qualificazione potrebbe portare a sacrifici, anche con una ricapitalizzazione di Exor.
Se la Juventus dovesse qualificarsi per la Champions, i premi Uefa (minimo 60 milioni) e gli introiti da botteghino rafforzerebbero i bilanci, consentendo acquisti mirati come Conceiçao e un difensore come Hancko e un attaccante, dove piace Jonathan David. Il canadese a giugno si libererà dal Lilla, ma tra ingaggio, commissioni e bonus alla firma ci vogliono una trentina di milioni per convincere lui e il suo entourage.
In caso di mancata qualificazione, la Juventus affronterebbe una rivoluzione in panchina e una possibile revisione dell’organigramma dirigenziale. La squadra dovrebbe fare sacrifici, vendendo giocatori come Vlahovic, Yildiz o Cambiaso. Inoltre, la ricerca di nuovi sponsor e gli acquisti di rinforzi sarebbero compromessi. In quel caso, la Juventus si troverebbe di fronte a un nuovo “anno zero” e a una rifondazione necessaria.
