Bonolis: "Moratti mi invitò alla finale di Madrid. Ma alla fine la vidi in un hotel, nel Vermont"

Ospite del podcast Doppio Passo, Paolo Bonolis parla così del suo rapporto con l'Inter iniziando da Mario Balotelli, il cui talento sprecato sconcerta il noto conduttore: "Inspiegabile. L'ho conosciuto nel 2010, è simpatico e un rompiscatole pazzesco. Ricordo quando lo incontrai al mondiale in Brasile del 2014, si trovava in albergo in compagnia di Antonio Cassano, vi lascio immaginare... Era un'accoppiata".
Su Cassano: "È stato uno dei tre migliori calciatori storia del calcio italiano, quando correva sembrava che stesse un centimetro sopra l'erba. Aveva un tocco di palla, una visione, una rapidità con entrambi i piedi. Poi la testa lo ha portato a non ottenere dalle sue capacità quanto avrebbe potuto. L'ultimo anno alla Sampdoria, entrava ultimi 10 minuti e metteva tre volte i compagni davanti al portiere facendo passare il pallone nel nulla".
Bonolis mostra l'anello del Triplete: "Me l'ha regalato Javier Zanetti. È stata l'esperienza più brutta della mia vita. Io registravo una puntata di Ciao Darwin la sera della semifinale di ritorno contro il Barcellona e feci registrare la trasmissione in anticipo per non perdermi neanche un minuto della partita. Nonostante la sconfitta per 1-0, l'Inter raggiunse la finale. Prima di uscire dagli studi ricevetti una chiamata dal presidente Massimo Moratti che mi invitò alla finale di Madrid e avrei viaggiato sul suo aereo privato. Quella notte, intorno alle 4 giunse la chiamata di mia figlia che annunciava la laurea in Vermont il giorno stesso della finale dell'Inter. Le tentai tutte, cercai qualsiasi connessione aerea anche con voli privati costosissimi che mi consentisse di presenziare a entrambi gli eventi.
Purtroppo non fu possibile. Andai nel Vermont e chiesi al mio hotel dove si potesse guardare la partita. Mi indicarono un bar che trasmetteva la finale di Champions League. Lo schermo era meraviglioso ma erano tutti nazi, erano tutti tedeschi, un muro di nazi. Sembravo Nino Manfredi in 'Pane e cioccolata'. Mi sono messo sul tavolino e ho ordinato un piatto di würstel con crauti e un litro di birra. Al primo gol di Diego Milito volevo urlare gol ma è uscito un verso. Sembravo Frankenstein junior. Si sono girati tutti ma alla fine sono stati carini, al triplice fischio mi hanno detto bravo".
