Talento, mancino educato e già due no illustri: chi è Lovro Majer, sogno della Fiorentina

Ve l'abbiamo raccontato proprio oggi: Lovro Majer è l'ultima idea di mercato della Fiorentina. Piede mancino molto educato, fisico mingherlino e parola d'ordine discontinuità, ma con un potenziale da campione: la scheda del centrocampista offensivo classe '98 ci porta nella vicina Croazia, campionato dal quale l'Italia attinge da sempre, e al profilo di uno dei giocatori battezzati come in grado di costruire la prossima, dorata generazione di talenti dei Vatreni. In attesa di conferme, c'è il mercato e la Dinamo che, si sa, è bottega cara e con meno di 15 milioni di euro stavolta è difficile uscirne.Proprio al club di Zagabria sono legati un paio di retroscena che raccontano bene di un ragazzo tecnicamente dotato ma caratterialmente ancora tutto da costruire. Mosso però da un piglio quasi ribelle, visti un paio di rifiuti già rimasti nei volumi di storia del mercato croato.
Il primo è da far risalire agli albori della sua già lunga carriera: scartato da giovanissimo proprio dalla Dinamo Zagabria, Majer è cresciuto calcisticamente nella filiale del potente club croato, il Lokomotiva. Protagonista di un precoce esordio a 18 anni nel massimo campionato del suo paese, fin da subito si è imposto come il più talentuoso, forte e decisivo dell'intera squadra, tanto da far muovere immediatamente gli emissari della Dinamo, che però inizialmente hanno ricevuto un secco "no, grazie" come risposta. Che fosse per il loro iniziale rifiuto, o quant'altro, quella di Majer è stata una scelta che ha fatto discutere tutta la Croazia del calcio tanto da arrivare a far dire a qualcuno che il diniego fosse per via del tifo Hajduk dei genitori. Alla fine, però, alla Dinamo ci è arrivato, ma solo dopo aver chiuso un'altra, illustre porta. Quella della Sampdoria.
Era il giugno 2018, quando i blucerchiati sembravano aver già chiuso per Majer per una cifra intorno ai 6 milioni. Non solo, visto che il ds del Lokomotiva stesso aveva chiarito come Majer avesse detto un'altra volta di no alla Dinamo. E invece, poi, ecco l'ennesimo dietrofront e il passaggio alla casa madre Dinamo: "La Samp offriva di più, ma è la cosa migliore per me", commentava il ragazzo. Alla buon'ora, avrà forse pensato qualcun altro, mentre probabilmente l'auspicio odierno per chi si interessa di lui è che questi siano solo episodi isolati in una carriera che da talento e discontinuità va cercando un grande salto. Che questo possa avvenire in maglia viola?
