Moratti: "Zanetti e Rambert? La vera scelta era Javier. Su Ronaldo e Cuper..."

Javier Zanetti arrivato all’Inter come ragazzino sconosciuto, solo per accompagnare il grande talento di Rambert. Il racconto dell’arrivo dell’argentino, poi capitano e oggi vicepresidente, in nerazzurro, è sempre stato questo. Ma, racconta Massimo Moratti, le cose forse non sono andate proprio così. L’ex presidente interista ne ha parlato a SportWeek: “Arrivò insieme a Rambert, ma la scelta era lui. Avevo ricevuto delle cassette da Giovanni Branchini, il procuratore, per vedere Ortega. Fui folgorato da quel laterale destro, mandai Suarez a prenderlo. Arrivato lì, Luisito mi chiese se ero proprio sicuro: gli chiesi un’ora, svegliai Mao (il figlio di Moratti, ndr) e guardammo un po’ di altri video. Ero sempre più sicuro”.
Oltre a Zanetti, il giocatore a cui Moratti è rimasto più affezionato è una sorpresa: “Paul Ince, mi innamorai al punto da andare personalmente in Inghilterra a prenderlo. Era un tesoro, peccato che fu proprio la moglie a insistere perché tornasse in patria”.
Nessun dubbio sul calciatore più forte: “Ronaldo. Con noi ha vissuto la sua stagione migliore, peccato quel crack al ginocchio”. Tra il Fenomeno e Cuper, però, Moratti scelse l’allenatore argentino: “Gli dissi che tanto cambiavo allenatore ogni 3-4 mesi, che faceva tanto casino e magari poi sarebbe andato via Cup. Lui aveva già deciso di andare a Madrid, mi dispiace sia nato tutto da una questione abbastanza inutile come quella dell’allenatore”.
