Manchester City-Inter 1-0, le pagelle: Stones-Rodri super. Calhanoglu, che serataccia

MANCHESTER CITY-INTER 1-0
(68' Rodri)
Le pagelle del Manchester City - A cura di Andrea Piras
Ederson 8 - Fa strano vedere il portiere brasiliano sbagliare un passaggio per un compagno come accaduto nel primo tempo. Sbaglia anche qualche valutazione come sul campanile di Darmian ma salva su Lautaro nella ripresa ma soprattutto su Lukaku nel finale. La parata sul colpo di testa di Gosens vale la vittoria della coppa.
Akanji 7 - La sua posizione varia fra quella di centrale e quella di terzo di difesa a destra. Prezioso in alcune chiusure, salvato da Ederson quando si addormenta su Lautaro. Prova una conclusione nel primo tempo senza successo, dà il via all’azione che porta al vantaggio di Rodri con un passaggio filtrante in area per Bernardo Silva.
Dias 7 - Molto concentrato al centro della difesa sulle azioni palla a terra e sui tentativi degli attaccanti nerazzurri di andar via in velocità. Insuperabile sui palloni alti, dirige il traffico in area.
Aké 6,5 - Infortunatosi nel match di andata contro il Real Madrid, torna in campo dal primo minuto nella partita più importante. Qualche difficoltà quando Barella si allarga dalla sua parte ma alla fine regge l’urto.
Stones 7 - E’ il jolly di Guardiola. Nella fase di possesso si accentra al fianco di Rodri, quando deve coprire si allarga a fare il terzino destro su Dimarco. Sempre prezioso nella manovra dei citizens, sta bene e si vede. Dall’83’ Walker s.v.
Rodri 8 - Si posiziona davanti alla difesa provando ad alzare la diga sulle offensive nerazzurre. Segue l’azione della sua squadra calamitando ogni pallone. Sblocca la finale con un gran piattone all’angolino che non lascia scampo a Onana.
Bernardo Silva 6,5 - Sua la prima occasione del match con una conclusione a giro che termina sul fondo di un soffio. Generoso in fase di ripiegamento, dà vita ad un bel duello con Dimarco sulla sua fascia. Perfetto il pallone a rimorchio per Rodri che stappa la finale.
De Bruyne 6 - La sua partita dura solo 36 minuti a causa di un problema muscolare. Dirige l’orchestra come lui sa fare anche se non sempre è preciso specialmente al momento della conclusione. Scalda le mani ad Onana nel primo tempo. Dal 36’ Foden 6 - Entra a freddo in una partita che porta tante pressioni. Ha sui suoi piedi la palla del raddoppio ma dopo una grande giocata calcia addosso a Onana.
Gundogan 6,5 - Si destreggia molto bene nel traffico cercando sempre la giocata per il compagno più vicino. Molto alto nella fase di non possesso, recupera una buona dose di palloni nella trequarti interista.
Grealish 6 - Prende spesso il tempo a Dumfries andandogli via in velocità ma alla fine non riesce a lasciare il segno trovando l’opposizione da parte dei difensori nerazzurri che gli sbarrano la strada. Generoso comunque specie nel finale.
Haaland 5,5 - Non ha tantissime occasioni ma quando ha il pallone fra i piedi sa sempre dove è la porta. Calcia forse troppo su Onana nel primo tempo, poi Bastoni lo limita non lasciando mai spazio. Gioca molto per la squadra con diverse sponde.
Josep Guardiola 8 - Trasforma l’ossessione in realtà. Torna sul tetto d’Europa conquistando la Champions League. Vince con una prestazione magari non dominante ma alla fine sorride grazie anche alle prodezze del suo portiere.
Le pagelle dell'Inter - A cura di Ivan Cardia
Onana 6,5 - Incolpevole sul gol di Rodri, salva l'Inter una volta per tempo. Nel finale i nervi saltano anche a lui, la scoperta più bella della stagione nerazzurra.
Darmian 6,5 - Matteo titolare, Skriniar in panchina. Se ci sembra normale, è solo merito suo. Tanta applicazione, la fatica che ti aspetti, il City che comunque deve cercare altri lidi per rendersi pericoloso. (Dal'84' D'Ambrosio s.v.).
Acerbi 6,5 - Come si ferma Haaland? Si ferma col leone di Inzaghi. Tra semifinali e finale, zero gol per il norvegese bionico. Ma il City non era solo Haaland.
Bastoni 5,5 - Tanta applicazione, anche per dare una mano su Haaland. Protagonista in negativo nell'occasione che decide la serata. (Dal 76' Gosens 6,5 - Si poteva mettere prima? Pressa e spinge, offre a Lukaku la palla del pareggio; poi ci prova in proprio ed Ederson dice che proprio no, non deve entrare. Difficile chiedere di più).
Dumfries 6 - Come spesso gli capita, tanto alto da disattivare la verve offensiva dell'avversario. Non sfonda, ma non demerita e di testa domina. (Dal 76' Bellanova 6 - Le gambe non gli tremano, spinge e ci prova. In City sarebbe in panchina? La risposta vale una Champions).
Barella 5,5 - Quei mostri lì rendono dura la vita: non sempre riesce a trovare i corridoi che trova in tante altre circostanze. Cerca il coniglio dal cilindro quando potrebbe vedere il corridoio per i compagni, si riscalda al solito. Si è visto di peggio, per carità. Ma anche di meglio.
Brozovic 6 - In generale, è il migliore dei tre centrocampisti nerazzurri. Nel particolare, sbaglia un paio di palloni potenzialmente velenosi. Ma è l'unico che riesce a tenere il ritmo degli avversari.
Calhanoglu 5 - Tutta Istanbul tifa per lui ed è una pressione che fatica a gestire. Lontanissimo dall'elegante cervello nerazzurro che i tifosi sono abituati a vedere. (Dal'84' Mkhitaryan s.v Evidentemente, non aveva più di 5 minuti).
Dimarco 6 - Quando Bernardo parte, l'unica cosa da fare è inseguirlo. Lo perde due volte: la più grande occasione del primo tempo e il gol che indirizza il secondo. Si fa apprezzare per altro, per gli appoggi e pure gli intercetti.
Dzeko 6 - Sempre lui: del resto, Inzaghi ci ha ha puntato anche quando tutti gli dicevano di fare altro. Gira al largo, tocca poco palla (appena 13 volte), si rende anche generoso per i compagni. Sacrificio, tanto; rifornimenti, pochi. (Dal 57' Lukaku 4,5 - Il cambio più atteso, fischiatissimo dai tifosi avversari, si divora il gol che avrebbe mandato la partita ai supplementari. E, onestamente, tanto basta).
Lautaro 5 - 57 su 57 in stagione. Del resto, alzi la mano chi oserebbe toglierlo. Sfiora il sogno di Mondiale e Champions nella stessa stagione, gli frana sotto i piedi anche, delle 57 partite già giocate, è forse una delle meno convincenti. Tanto lavoro sporco, ma anche troppo egoismo, specie quando potrebbe darla a Lukaku o Brozovic e invece fa infuriare Barella.
Simone Inzaghi 6,5 - Squadra che vince si cambia solo perché Miki non dà garanzie sul lungo, ma opta per la linea della coerenza. Gioca con le armi che ha una partita che è stato lui a conquistare. I cambi lasciano qualche dubbio: D'Ambrosio è difficile da spiegare, Gosens entra tardi, Mkhitaryan anche. Ma si può dare meno di una sufficienza molto abbondante a chi ha giocato quasi alla pari contro il City, in finale di Champions?
