3 aprile 2010, muore Maurizio Mosca. Diventato celeberrimo anche grazie a Zico

Il 3 aprile del 2010, all'ospedale San Matteo di Pavia, muore a 69 anni Maurizio Mosca, dopo una lunga malattia. Giornalista istrionico e sagace, capace di passare dalla carta stampata alla televisione senza nessun problema, o quasi. Figlio di Giovanni Mosca, con cui condivideva la professione, fratello dello scritto Paolo, fino all'ultimo momento aveva lavorato, tanto che l'ultimo articolo del suo blog era datato il giorno prima.
Famosissimo per Guida al Campionato - soprattutto negli anni novanta - aveva iniziato a lavorare nelle tv private lombarde nel 1979, salvo poi passare a Supergol, finendo a fine anni ottanta a Calciomania con Cesare Cadeo. Presenza fissa dell'appello del martedì e di molte trasmissioni di Mediaset, fra Controcampo e le altre strisce calcistiche anche dedicate a lui come Zitti e Mosca.
Mosca è il suo celebre pendolino che ha fatto sognare milioni di italiani, tra trasferimenti inventati e anche qualcuno azzeccato. Ha fatto diventare "virale" il calciomercato prima che lo fosse, come ora. La sua vita però cambia nel 1983, quando è Caporedattore della Gazzetta e dopo un paio di viaggi a Udine per intervistare Zico se ne esce con una dichiarazione del Galinho su Platini. Qualche settimana dopo Zico decide di andare al Processo del Lunedì di Biscardi, dove è presente anche Mosca. Quello che dirà Zico è semplice: "Questo signore io non lo conosco. E non ho mai concesso alcuna intervista”. La seconda carriera di Maurizio Mosca nasce in quel momento, quando viene sospeso e poi licenziato dalla Gazzetta, perché ricicla la sua immagine nelle televisioni private, facendo divertire tutti.
