I campioni di Juve e Milan, l'Europa che dà e toglie: pro e contro della volata 4° posto

Questa è forse la Serie A più combattuta del ventunesimo secolo ed è un discorso che non vale solo per la lotta Scudetto a tre, ma anche per le altre corse. Come per esempio quella per il 4° posto, l'ultimo che garantisce l'accesso alla prossima Champions almeno tramite il campionato, nella quale sono iscritte ben 6 squadre, quando alla fine del torneo mancano 10 turni. Nell'analisi di TMW andremo a snocciolare i pro e i contro delle singole rose, punti di forza e limiti che accompagneranno le contendenti da qui a fine campionato.
BOLOGNA
Pro: Di sicuro un ruolo favorevole può giocarlo l'inerzia attuale. Partita con qualche difficoltà iniziale, la squadra di Italiano ha però via via trovato certezze in gioco e risultati. L'entusiasmo che si era generato nella scorsa stagione con Thiago Motta è stato mantenuto anche in questa. Nel capoluogo emiliano anzi sembrano apprezzare maggiormente Italiano del predecessore.
Contro: Prima di fermarsi per la sosta il Bologna ha travolto con un netto 5-0 la Lazio: in questo finale di campionato i rossoblù sono attesi da una serie infernale di sfide contro concorrenti per la Champions, ma anche contro tutte e tre le candidate allo Scudetto. A Italiano il compito di mantenere alto il livello di un gruppo che peraltro ha sì una buona composizione numerica, sul piano quantitativo, ma può contare probabilmente su meno picchi qualitativi rispetto alla concorrenza per i piani alti del torneo.
JUVENTUS
Pro: Trovare aspetti veramente positivi nel presente della Juventus per proiettarli nel prossimo futuro e nella lotta per il 4° posto non è semplice, ma la rivoluzione operata dal club e la nomina del nuovo allenatore Igor Tudor potrebbe essere la molla per la ripartenza a marce alte. Questo almeno è l'auspicio di dirigenti e tifosi della Vecchia Signora, che confidano anche in qualche recupero operato dal tecnico croato, su tutti quelli di profili finiti tra mediocrità e panchina, su tutti quelli di Vlahovic e Koopmeiners.
Contro: Certo, a lasciare qualche dubbio in più c'è invece la piega presa dalla situazione, fino ad arrivare al punto attuale in cui la Juventus ha nei fatti rinnegato un progetto triennale dopo nemmeno una stagione. L'ambiente juventino, se osservato oggi, è cupo e mosso da scarsa fiducia: come sappiamo, nel calcio bastano un paio di vittorie per ribaltare tutto.
LAZIO
Pro: Nel caso della Lazio, osservando la storia recente del club biancoceleste a parte qualche annata più negativo e da giro a vuoto, difficilmente è contemplato il fatto che la squadra non si qualifichi a una coppa europea. Non per forza la Champions League, certo, ma a Baroni d'altronde non è richiesto per forza il 4° posto. Né per mantenere la panchina salda, né per qualificarsi in Champions: non va scordato che la Lazio è ancora in corsa in Europa League e il cammino europeo in caso di vittoria porterebbe la Lazio in Champions a prescindere dal piazzamento in campionato. Senza dimenticarsi del possibile boost di entusiasmo.
Contro: L'Europa League potrebbe dare ma potrebbe anche togliere, nel senso opposto. In un finale di campionato così fitto e intenso, infatti, l'impegno della Lazio sul palcoscenico internazionale rischia anche di portare via energie preziose in campionato. E Baroni, a differenza di quasi tutti i suoi competitor diretti, non può vantare una precedente esperienza alla guida di una squadra da piani alti della Serie A. Di fatto per lui è come se si trattasse di una prima volta.
ROMA
Pro: Da quando Ranieri è tornato nella Capitale per la terza volta nelle vesti da allenatore, la Roma ha cambiato passo. Nessuno come i giallorossi nel 2025 per punti fatti, all'interno dei top campionati europei: Sir Claudio e il suo tocco magico sono dunque senza dubbio i primi due motivi che inducono il mondo Roma a sperare nella qualificazione Champions, che avrebbe del clamoroso viste le condizioni fino a solo qualche mese fa. A questo va aggiunto anche un organico come quello giallorosso, all'altezza in ogni reparto.
Contro: La qualità diffusa nella rosa della Roma dovrà servire a superare il principale ostacolo in questa fine di stagione, l'infortunio rimediato da Dybala che costringerà i giallorossi a dover rinunciare al loro asso fino alla fine dei giochi. Si scaldano già Soule e Baldanzi, ma rimpiazzare la dote di classe e giocate decisive di Dybala non è affare semplice per nessuno. A questo va aggiunto un calendario che nella prima parte del girone di ritorno ha riservato alla Roma sfide quasi esclusivamente contro squadre di bassa classifica o della parte destra: da adesso in avanti, invece, arriveranno gli scontri diretti.
FIORENTINA
Pro: Chi ha il ruolo di completa outsider nella corsa alla qualificazione in Champions League è senz'altro la Fiorentina. La stagione viola è andata avanti tra alti e bassi ma ha permesso di rimanere aggrappati alle zone nobili. Come armi, i toscani possono sicuramente contare su alcuni singoli in grado di suscitare l'invidia altrui: c'è per esempio Kean, vice-capocannoniere della Serie A, ma anche un portiere di grande lustro come De Gea, un fantasista della caratura di Gudmundsson ed esterni del livello di Dodo e Gosens, senza scordarsi di Fagioli e degli altri. Proprio la forma recente della coppia d'attacco Gudmundsson-Kean può indurre a un certo ottimismo.
Contro: D'altro canto però c'è più di un aspetto di 'disturbo' per i sogni Champions della Fiorentina. C'è per esempio la Conference League da provare a vincere in contemporanea, cosa che toglie delle energie al netto della possibilità di ricaricare l'entusiasmo vincendo e avanzando, ma anche un allenatore come Palladino che ha sì mostrato di avere numeri e stoffa, ma che è anche alla prima vera stagione in cui si gioca traguardi tanto importanti. Ultimo aspetto, ma non ultimo, la profondità della rosa: la Fiorentina deve tenere le dita incrociate sulla salute di Kean e Dodo, che non hanno alcun sostituto.
MILAN
Pro: La stagione del Milan è stata un po'... del Diavolo. Ci perdoneranno la battuta i tifosi rossoneri ma il 2024/25 per loro è stato un po' come salire sull'ottovolante: la partenza con Fonseca è stata stentata, poi si sono visti segnali di ripresa fino al nuovo crollo e all'arrivo di Conceicao, che ha esordito vincendo la Supercoppa per poi ripiombare in pieno nelle difficoltà. In tutto questo scenario, comunque, il Milan può disporre di talenti che in ben pochi possono vantare come i vari Reijnders, Leao, Pulisic e così via.
Contro: Certo, per Conceicao non sarà comunque facile lavorare in un contesto del genere e tentare il miracolo in coda. Anche perché il presente è caotico, ma il futuro è tremendamente incerto e ogni giorno si rovesciano prospettive e previsioni sul nome del prossimo allenatore o del direttore sportivo del futuro. In tutto questo ne risentono anche aspetti come la gestione di alcuni contratti, su tutti quelli dei nazionali francesi Theo Hernandez e Maignan, apparsi appannati quest'anno. E per di più il mercato di gennaio non ha ancora reso da aspettative: tolto qualche guizzo di Gimenez e i primissimi passi di Joao Felix, quella invernale è stata una sessione fin qui a impatto zero.
