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Donati ammette: "Allenare il Verona sarebbe stato stuzzicante, ma tifo Zanetti"

Donati ammette: "Allenare il Verona sarebbe stato stuzzicante, ma tifo Zanetti"TUTTO mercato WEB
ieri alle 22:45Serie A
di Daniele Najjar

l'ex centrocampista di Milan, Verona, Torino e Atalanta - fra le altre - Massimo Donati, ha rilasciato una intervista a Radio Verona, nel corso della quale ha commentato anche il suo mancato ritorno, nelle vesti di allenatore per il dopo-Baroni, la scorsa estate: "Premessa: Zanetti è un amico. E fra l’altro sta facendo bene. Ha trovato la quadra quando tutto pareva perduto. Bravissimo nel trovare le soluzioni giuste, quindi tanto di cappello. Per me sarebbe stata ovviamente un’opportunità importante, per me che vivo a Verona anche bello e stuzzicante anche se difficile da affrontare. Sarebbe stato bellissimo, vedremo se ricapiterà in futuro. Ma al Verona c’è andato un amico, a cui ho sperato fin dall’inizio che andasse bene. Ero davvero dispiaciuto quando le cose andavano male. So quanto ci tiene, so quanto è bravo, so quanto tempo passa per studiare e cercare di migliorarsi. Quindi va bene così".

Interrogato su come avrebbe fatto giocare la squadra gialloblu in caso di ingaggio, Donati ha spiegato: "Zanetti gioca più o meno come giocavo io a Legnago. Ha provato la difesa alta, ha provato la pressione uno contro uno, ha provato tante cose. La quadra l’ha trovata quando s’è messo più dietro. Più compatto, più chiuso, pronto a ripartire. In quei giorni ovvio che a qualcosa ho pensato, ma non puoi sapere fino in fondo come far giocare una squadra se non ci sei davvero dentro". Poi una suggestione: Zanetti per l’attacco e Donati per la difesa nel prossimo Verona. Questa la sua risposta: "Far l’allenatore adesso è difficile, perché devi stare dietro a tutto e tutti. Per questo ci sono staff sempre più articolati. Il Manchester City ha uno specialista solo per le rimesse laterali. Giusto che un allenatore deleghi, ormai vinci se porti dalla tua i dettagli. Perché siamo arrivati ad un livello molto alto, la differenza è nei minimi particolari. Anche la fortuna devi andare a cercartela, non è che ti arriva così".

Una considerazione anche sul Torino di Paolo Vanoli: "Squadra solida, compatta, con buone individualità. Il Toro rispecchia Vanoli, guai d’altronde se una squadra non assomigliasse al suo allenatore. E poi ti rende le partite difficili il Toro".

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