3 novembre 1985, la palombella di Maradona manda in porta palla e Tacconi
Il 3 novembre del 1985, allo stadio San Paolo di Napoli, c'è in programma una delle grandi classiche degli anni ottanta (e anche dei nostri): il Napoli di Ottavio Bianchi era in procinto di affrontare la Juventus. I bianconeri erano diventati Campioni d'Europa il 29 maggio prima, nella finale insanguinata dell'Heysel contro il Liverpool. Sono i chiari favoriti per la gara, perché arrivano da una fila lunghissima di vittorie. Invece gli azzurri sognano lo Scudetto, perché in campo c'è Diego Armando Maradona, alla sua seconda stagione napoletana con una squadra sicuramente migliore di quella precedente.
La gara è difficile e c'è poco spazio per le smancerie, per la bellezza. Gli spalti sono gremiti e allo stadio ci sono circa 80 mila spettatori. La svolta arriva al minuto 72, quando l'arbitro Redini di Pisa concede una punizione a due, appena dentro l'area. Non troppo vicino per tirare forte, non troppo lontano per passare sopra la barriera di Tacconi, folta e composta da sei persone. Peraltro la posizione è anche defilata.
La barriera avanza ed è a pochi metri dal punto di battuta. Pecci appoggia verso Maradona, il resto è poesia. Con un dolcissimo collo interno del piede, a metà fra il tiro a giro e il cucchiaio, il Pibe accarezza la palla che va sopra la barriera, planando direttamente nel sette, finendo in porta proprio come il portiere juventino. È il gol dell'1-0.