Thiago Motta sui tanti capitani: "Quel ruolo non è un gioco. Lo avrebbe fatto Bremer"

Al Corriere della Sera è tornato a parlare dopo l’esonero l’ex allenatore della Juventus Thiago Motta che, tra le altre cose, ha spiegato la scelta dei tanti capitani nel corso della stagione: “All’inizio era Danilo. La Juve è nata con un progetto nuovo con tanti cambiamenti e nuovi giocatori in squadra. Dopo il brasiliano, dovevo trovare il giocatore giusto per quel ruolo, perché per me il capitano non è un gioco. Lo sarebbe stato certamente Bremer, poi la scelta è caduta sul Locatelli”.
Cosa ha sentito quando è andato via dalla Continassa?
“Ero triste perché quando ho accettato questo lavoro, immaginavo che andassi in un altro modo. Però è stata una grande esperienza, sia a livello professionale che umano. Ora starò un po’ con la mia famiglia, ma sono pronto a tornare per poter sposare un altro progetto”.
Vuole dire qualcosa ai tifosi?
“Vi ringrazio per quello che abbiamo vissuto insieme. La Juve è una grande squadra ha bisogno di vincere, non basta partecipare. In 25 anni di calcio ho imparato che per vincere serve fiducia serve chiarezza e serve che alla fine ognuno di noi assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Questa squadra avrebbe avuto bisogno di meno infortuni e più tempo, ma penso che quello che abbiamo seminato resterà. Ai tifosi, quindi dico grazie per esserci stati vicini, anche criticamente, ma sempre con grande amore”.
