Marocchino: "Amo i libri gialli perché sono come il calcio. Il frigo? Ci mettevo le scarpe"

"Mi piacciono i libri gialli perché sono come il calcio: hanno un inizio e una fine. Uso anomalo del frigorifero? Ci mettevo dentro le scarpe da calcio. Una sera presto la camera a un compagno di squadra, aveva compagnia. A una certa ora apre il frigo, sperando di trovarci champagne. E invece c’erano le scarpe. Bucate, tra l’altro". Così Domenico Marocchino inizia la sua intervista con la Gazzetta dello Sport di oggi.
Bucate?
"All’altezza dell’alluce. Alla Juve ho giocato cinque mesi con le scarpe rotte, in certi vecchi filmati si vede il calzettone che sbuca fuori. Ero pigro...".
La sua carriera
Domenico Marocchino, nato nel 1957, è stato un centrocampista e attaccante di talento, noto per la sua imprevedibilità e un pizzico di indolenza. Cresciuto nelle giovanili della Juventus, esordì in Serie A con l'Atalanta prima di tornare alla Juventus, dove vinse due scudetti e una Coppa Italia. Nonostante le aspettative, non riuscì a imporsi come erede di Causio, ma diede comunque il suo contributo. La sua carriera proseguì con Sampdoria e Bologna, prima di un breve ritorno al Casale. Marocchino collezionò anche una presenza in Nazionale nel 1981. La sua carriera fu caratterizzata da lampi di genio e da una personalità fuori dagli schemi, che lo resero un personaggio amato e ricordato nel panorama calcistico italiano. Dopo il ritiro, è diventato un apprezzato opinionista televisivo.
