L'Inter degli ex avanti a Parma: Darmian e gollonzo Thuram, 2-0 all'intervallo

La sfida del Tardini è bella e divertente, molto meno a senso unico di quanto non racconti il risultato. L’Inter chiude in vantaggio per 2-0 il primo tempo sul campo del Parma, grazie ai gol degli “ex”. Ad aprire le danze è Darmian, a chiuderle è Thuram, che ovviamente non ha mai giocato in gialloblù ma è cresciuto a 15 minuti a piedi dallo stadio emiliano. Inzaghi, in tribuna perché squalificato, sorride più di papà Lilian.
La sblocca Darmian. Chivu manda subito un messaggio: il suo Parma è schierato a specchio, 3-5-2 come l’Inter. È a sinistra, dove la catena titolare è intatta, che i nerazzurri spingono in avvia, portando al tiro Lautaro e Bisseck, senza però grossi pericoli per la porta difesa da Suzuki. La prima grande occasione da gol è dei padroni di casa: Sohm vede un corridoio impensabile per Valeri, lo scarico trova Bonny che però si fa ipnotizzare da Sommer. Gol mangiato, gol subito, dice la prima legge del calcio, insieme a quella che vuole gli ex a segno: a sbloccare la gara ci pensa pochi minuti dopo Darmian, avventandosi su uno scarico di Dimarco dalla sinistra. Palo-gol e 1-0.
Che parate di Sommer e Suzuki. Gollonzo Thuram Il Parma c’è, a guidare la reazione è Bonny che prova a redimersi offrendo a Man la palla del possibile pareggio: questa volta i meriti di Sommer superano i demeriti dell’avversario. La partita rimane un susseguirsi di istantanee e occasioni: l’ennesimo cross di Dimarco porta al tiro Thuram, è una ciabattata che mette Lautaro a tu per tu con Suzuki. Il giapponese c’è, ma anche questo è da ascrivere agli errori dell’attaccante più che alle prodezze del portiere. Superata la mezz’ora, si addolcisce il ritmo o quantomeno calano le occasioni. Fin troppo bella la rovesciata di Lautaro - comunque in fuorigioco - che finisce tra le braccia di Suzuki, prima del gollonzo di Thuram che chiude il primo tempo. Darmian offre in corsia a Mkhitaryan, che scarica al centro per l’attaccante francese: dalla ciabattata di Marcus, sotto gli occhi attoniti di papà Lilian, nasce un pallonetto molto involontario e francamente neanche troppo bello, che beffa Suzuki. E pure Almqvist, il quale, dopo aver tenuto in gioco l’armeno, non riesce a far meglio che calciarsi il pallone in faccia sulla linea di porta.
