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Altobelli: "Coppa Italia speciale, non capisco chi la affronta con le riserve. I trofei non contano più?"

Altobelli: "Coppa Italia speciale, non capisco chi la affronta con le riserve. I trofei non contano più?"TUTTO mercato WEB
ieri alle 08:53Serie A
di Simone Lorini

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Spillo Altobelli parla del derby di Milano e di quanto siano gare particolari. Ma si parte dalle gare di Coppa Italia, diverse "prché lo capivi dall’atmosfera che erano diverse. Il campionato si giocava sempre di giorno, le coppe alla sera ed era come andare al teatro, ti mettevi l’abito bello e andavi in campo con una spinta maggiore. Almeno per me era così, era la mia Coppa. E non capivo allora, non ho mai capito in verità, chi affrontava quel torneo schierando le riserve. Ma come? Ma perché? Nel calcio conta o no alzare i trofei?».

C’è una partita in particolare alla quale è affezionato? Una che ricorda più delle altre?
"Ho vinto due Coppe, nel 1978 e nel 1982. E in tutte e due le occasioni ho segnato in finale, al Napoli e al Torino. Ma la gara che mi torna di più in mente è un’altra. Stagione 1981-82, quarti di finale contro la Roma. All’andata all’Olimpico giocammo in maniera orribile, perdemmo 4-1 senza mai vedere il pallone. Il ritorno si giocò il 23 dicembre. Aria di festa, l’aria di Natale. Tre giorni prima avevamo pareggiato a San Siro contro la Juve. Bersellini, l’allenatore di allora, venne da noi giocatori e ci disse che saremmo dovuti restare in ritiro ad Appiano due giorni prima del ritorno con la Roma".

E prosegue raccontando che dopo essersi scambiati uno sguardo d'intesa, lui e alcuni dei giocatori più rappresentativi, tra cui Beccalossi, decisero di rivolgersi all'allenatore per convincerlo a cambiare idea riguardo al ritiro, ritenendolo inutile poiché nessuno credeva realmente nella possibilità di rimonta. Tuttavia, Bersellini li fermò prima che potessero parlare, affermando categoricamente che non dovevano provare a chiedergli nulla, poiché si sarebbe andati in ritiro e basta. Durante il soggiorno ad Appiano, tra un allenamento e l'altro, lessero sui giornali che la Roma aveva già programmato di trascorrere il Natale in montagna, il che li caricò ulteriormente. Si recarono allo stadio, trovando poca gente sugli spalti, presenti solo le loro mogli e i figli. Giocarono in modo incredibile: il primo gol fu di Beccalossi, seguito da una doppietta del narratore stesso, concludendo la partita sul 3-0 e conquistando l'accesso alla semifinale. Quella vittoria fu merito esclusivo dell'allenatore.​

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