Ondrejka segna il suo primo gol in A. Chi è l'ala che si ispira a Zlatan Ibrahimovic

Jacob Ondrejka, chi era costui? Particolarmente azzeccato l'accostamento al Carneade di Alessandro Manzoni ne "I promessi sposI", perché lo svedese finora aveva raccolto solamente cinque gare in campionato in Serie A, mai da titolare, tutti spezzoni: 15 minuti contro il Lecce, 32 con il Cagliari, 13 con la Roma, 8 con il Monza, 21 con l'Hellas Verona. Inserito nella seconda frazione da Christian Chivu per sperare di recuperare l'irrecuperabile, ecco il primo squillo in Serie A, coadiuvato da una deviazione della difesa nerazzurra che ha messo fuori causa un comunque ottimo Yann Sommer.
Ondrejka in questa annata è esploso all'Anversa, segnando sette gol e mettendo a referto cinque assist in ventidue partite, di cui diciassette da titolare. Grazie a queste prestazioni è stato acquistato dal Parma a gennaio, per dare un'alternativa sulla sinistra, in un ruolo dove comunque c'è parecchia concorrenza: oltre a Man, probabilmente il titolare, ecco Cancellieri, Almqvist, Haj Mohamed e Mihaila.
Nel momento della sua presentazione Ondrejka aveva spiegato come si ispirasse a Zlatan, pur non avendone le caratteristiche. "È il più grande giocatore svedese. Quindi dico lui come ispirazione e modello. Vorrei anche solo avvicinarmi a quello che ha fatto lui. Pressione per i soldi spesi? Devo dire che non ci ho mai pensato. Sono contento di essere qua e pronto ad aiutare la squadra. Voglio far felice chi ha deciso di portarmi a Parma e non vedo l'ora di iniziare. La mia miglior qualità è la creatività. Trovare lo spazio per l'ultimo passaggio prima del gol o per tirare in porta. Van Bommel mi ha fatto fare uno step di crescita e lo ritengo un buon allenatore".
