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Lecco, Minadeo: "Per Chajia eravamo pronti a uno sforzo. Ma dopo una notte ci ha ripensato"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:19Serie C
di Tommaso Maschio

Lecco, Minadeo: "Per Chajia eravamo pronti a uno sforzo. Ma dopo una notte ci ha ripensato"

“Rispetto al passato quest’anno c’erano delle esigenze diverse e abbiamo deciso di intervenire, dei titolari storici come Ilari, Celjak, Galli, Lepore e Ionita sono andati via, molti degli altri ragazzi erano prestiti o giovani e dunque la rivoluzione ha in parte inciso sulla gestione attuale. Alcune scelte le abbiamo subite perché c’è stato chi ha avuto il desiderio di fare altri percorsi”. Il direttore sportivo del Lecco Antonio Minadeo parla così del mercato e del momento che vive il club: “A inizio luglio avevamo 17-18 giocatori sotto contratto e fare la rivoluzione sembrava un azzardo, - prosegue ancora il ds come si legge su Leccochannelnews.it - poi molti di questi sono andati via a gennaio e così abbiamo chiuso il cerchio abbassando l’età media come da programma societario”.

Spazio poi agli ultimi due acquisti, arrivati da svincolati, come Julian Kristoffersen e Djavan Anderson: “Colgo solo ora il pericolo percepito all’esterno, ma non siamo andati a prendere tanto per prendere. Uno svincolato ha bisogno di minutaggio, ma abbiamo voluto dare al nuovo tecnico una chance per trovare dei giocatori in linea con il suo modo di giocare e così sono arrivati due elementi con le caratteristiche che desiderava. Inoltre a gennaio, escluso Lescano, si saranno mossi al massimo 1-2 giocatori con più di cinque reti all’attivo. - prosegue Minadeo parlando di Valente – Non è stato semplice convincerlo, ma l’abbiamo fatto grazie alla forza della proprietà. Quando ho presentato una forza economica e passionale sul tavolo della proprietà siamo riusciti a convincerlo in 24 ore”.


Infine un passaggio sull’addio di Ionita e il mancato arrivo di Chajia: “Ionita ha voluto andare via, lo ringrazio per quello che ha fatto nel Lecco, ma per me è una parentesi chiusa. Chajia, invece, rappresenta la forza della società, non era economicamente preventivato, il presidente aveva accettato di fare uno sforzo con pochi pari. Il ragazzo veniva da un percorso di Serie A, inizialmente è stato trascinato dall’entusiasmo e dopo una notte ci ha ripensato”.