Juventus, Tudor vuole che Yildiz e Koopmeiners siano decisivi. E segnare di più

“Quando un giocatore è forte è facile trovargli un ruolo. Ho visto i ragazzi dispiaciuti, perché quando va via un allenatore è anche responsabilità loro. Li ho visti vogliosi di ripartire: Koop è uno, poi c’è Yildiz, hanno caratteristiche rare, loro devono e possono fare gol. Sono quelli che fanno differenza nel calcio, cercherò di trovare le posizioni giuste dove possono rendere di più. I calciatori devono sentirsi a loro agio giocando per dare il massimo”. Igor Tudor da una parte usa carota, ma in un certo senso ha usato anche il bastone. Perché è evidente che chi è stato pagato 60,7 milioni di euro debba fare molto meglio rispetto a quanto fatto finora, così come chi ha ricevuto in consegna la numero dieci, da un anno.
I numeri però per entrambi sono bassini. Se è vero che un giocatore non si può inquadrare solo nelle statistiche dei gol e degli assist, Koop ha segnato solamente tre volte e creato un passaggio decisivo altre tre, in trentasette partite. Andrebbe bene facesse il frangiflutti davanti alla difesa, non il trequartista con libertà di offendere.
Yildiz ha fatto lievemente meglio, con sei gol e quattro assist in quarantuno partite. Dalla doppietta contro l'Inter, il 30 ottobre, sono passati cinque mesi dove ha messo a referto solamente due reti. Un po' troppo poco, forse perché schierato in un ruolo che non sente troppo suo. Insomma, entrambi dovranno prendersi le proprie responsabilità, rischiare la giocata e, alle volte, centrarla.
