
L'ex Potenza Vincenzo Sarno appende le scarpe al chiodo, ecco la sua storia
“Facevo la quinta elementare. Hanno detto che il Torino avrebbe dato un lavoro a mio padre, che lui avrebbe trasferito la famiglia al Nord. Non andò così. Mi ritrovai da solo, dentro una vita che non conoscevo. E che da subito ho rifiutato”. Un’operazione di calciomercato che fece discutere. L’ex prodigio del calcio italiano Vincenzo Sarno si trasferì nel 1999, a soli 10 anni, dalla periferia di Napoli al Torino per 120 milioni di lire per inseguire il suo sogno: giocare in Serie A. Ma “il figlio di Maradona”, come veniva etichettato, ha rilasciato un’intervista a La Repubblica in cui ha ammesso che lasciare casa così presto “fu non solo un errore, ma una condanna“.
“Ero infelice. Appena mi mettevo a letto, piangevo. Trasferire un bambino da Secondigliano a Torino, senza genitori, appoggiarlo prima in albergo, poi nella cameretta di un conoscente è stato un errore“, ha confessato Sarno. Nonostante il Napoli fosse la squadra più vicina, suo padre (all’epoca era disoccupato e con 4 figli da mantenere) non la scelse perché “non era stato contento di come avevano trattato mio fratello più grande, Antonio, giovane calciatore anche lui”.
La carriera di Vincenzo Sarno non è mai decollata. La Serie A è rimasta un sogno e i maggiori successi sono arrivati tra Serie D e C. “Sono comunque contento di quello che ho fatto. E lì ho avuto la fortuna di conoscere un allenatore come Roberto De Zerbi, un genio, oggi uno dei più forti al mondo. Sono stato al Foggia dal 2014 al 2018, tre stagioni con lui, in tutto trenta gol. Non mi sono più ripetuto”. Tanti elogi per il tecnico oggi al Marsiglia: “De Zerbi era unico per quello che ti diceva negli spogliatoi, per come ti schierava in campo. Ha aperto un’era in cui gli allenatori sono diventati più attenti ai giovani”. “I ragazzi che esordiscono oggi sono fortunati”, ha quindi concluso Sarno.Vincenzo Sarno ha giocato anche a Potenza in Serie C1 nella stagione 2008/2009 totalizzando 22 presenze ed una rete all'attivo.







