
Un successo il corso dell'Ussi (Unione stampa sportiva italiana) su "Deontologia nei grandi eventi sportivi. Tra necessità di informazione e necessità economiche”
Grande partecipazione e stimolante dibattito al corso di formazione professionale “La deontologia nei grandi eventi sportivi. Tra necessità di informazione e necessità economiche”, ideato e organizzato dal gruppo umbro dall’Ussi (Unione stampa sportiva italiana), in collaborazione con l’Ordine regionale dei giornalisti dell’Umbria. All’auditorium “Edoardo Alunni” dell’istituto Cavour Marconi Pascal di Perugia, giovedì 4 aprile, il giornalismo sportivo, in particolare legato alla cronaca dei grandi eventi, è stato al centro del tavolo di relatori d’eccezione: il giornalista di Rai Sport Massimo Angeletti, tra i più profondi conoscitori del Motomondiale, il cronista di Rai Sport Maurizio Colantoni, voce e volto del volley italiano da oltre un decennio, e Luca Cesaretti, radiocronista tra gli inviati di punta di Radio Rai per calcio, motori e sci. A coordinare gli intervento Elena Ballarani, consigliera Ussi Umbria. Ad arricchire il corso la presenza della ginnasta spoletina, due volte bronzo olimpico e pluricampionessa mondiale, Agnese Duranti che, con estrema passione e schiettezza, ha raccontato il proprio rapporto nel corso della carriera, l’evoluzione dell’attenzione mediatica nei confronti della ginnastica e della sua nazionale capace di entrare nei cuori degli italiani, fino all’intuizione dell’uso dei social network per instaurare un rapporto di empatia con gli sportivi.
L’appuntamento con la formazione professionale è andato in scena anche come marcia di avvicinamento all’entrata in vigore, prevista nel giugno 2026, del nuovo codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti.
Il rapporto con i campioni e il racconto dei grandi eventi ha bisogno di una sensibilità speciale. Da qui il dibattito sulle necessità di un’alta professionalità per rimanere all’interno del “campo da gioco” dell’etica senza perdere di vista la notizia e il piacere far conoscere al pubblico cosa c’è anche intorno e dietro un personaggio vincente (o perdente). Il tutto mentre le “regole d’ingaggio” scritte da organizzatori, federazioni e club, stanno diventando progressivamente sempre più stringenti, tra diritti radiotelevisivi e limitazioni ossessive, con l’idea di creare una comunicazione omologata e indirizzata solo al profitto.







