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Kean: "Innamorato della Nazionale dal 2006, spero che anche noi porteremo gente in piazza"
“La Nazionale mi ha fatto vivere momenti davvero emozionanti, soprattutto nel 2006”. Moise Kean, grande protagonista con Fiorentina e Italia racconta il suo rapporto con la Nazionale a Vivo Azzurro TV: “Avevo sei anni, sono sceso in piazza a festeggiare, ho visto la gente quanto ci teneva e lì mi sono detto: vorrei far vivere queste emozioni, è una cosa bellissima”.
Il rapporto con il calcio da ragazzo?
“Mi è sempre piaciuto stare per strada con i miei amici, giocare a pallone e fare musica. È una cosa che ho sempre sognato di fare, essere qui è una cosa bellissima”.
Le tue giornate da ragazzo?
“Andavo in oratorio, giocavamo fino a tardi, cinque contro cinque. Quando il parroco chiudeva, scavalcavamo e tornavamo a giocare. Per il calcio fai di tutto”.
Cosa ti porti dietro di quegli anni?
“Bei ricordi, andavo spesso a vedere mio fratello che giocava. Mi sono sempre detto che se lo faceva lui volevo farlo io ai massimi livelli. Mia mamma e mio fratello mi sono stati sempre vicini nei momenti difficili, ne abbiamo avuti tantissimi da superare: mia mamma mi ha fatto anche da padre, non ha mai mollato e sono fiero di lei”.
Sei diventato padre di recente… “Mi ha cambiato tantissimo. Mi ha dato più motivazione in quello che faccio, tante cose che facevo prima non posso più farle. Ho qualcuno che mi guarda 24 ore su 24”.
Hai pubblicato un disco musicale.
“Con Chosen voglio lasciare il messaggio che, se sei bravo a fare una cosa, o anche due, perché non farla. Trovo tempo per scrivere un po’ dappertutto, nei viaggi in trasferta o a casa dopo l’allenamento. Mi calma tantissimo e mi rende felice: esprimere tutto in un testo è bello e rilassante. La mia famiglia è sempre stata basata su sport e musica”.
L’esperienza all’estero ti è servita?
“Mi ha aperto gli occhi su cosa avevo attorno. Mi sento fortunato ad aver giocato con grandi campioni come Mbappé, Neymar, Cristiano. È stata una bella esperienza, anche se in Premier non è andata come avrei voluto”.
La Nazionale di oggi? “Siamo un ottimo gruppo, di giovani. Ci siamo ritrovati fra tanti ragazzi che erano insieme in Under 21. Il ct ci dà fiducia, crede in noi e so che possiamo ottenere ottimi risultati. Essere in azzurro è un’emozione grandissima, ho sempre sognato la nazionale maggiore dopo aver fatto le giovanili. Fare tutto il percorso e arrivare in prima squadra è una grande emozione”.
L’obiettivo?
“Posso solo sognare il meglio per me, poi nessuno sa cosa può accadere domani. Cerco di dare sempre il 100%, vengo da momenti difficili e so come prendere certe occasioni. Speriamo che qualcuno scenda al bar a vedere noi alzare quella coppa”.
Il rapporto con il calcio da ragazzo?
“Mi è sempre piaciuto stare per strada con i miei amici, giocare a pallone e fare musica. È una cosa che ho sempre sognato di fare, essere qui è una cosa bellissima”.
Le tue giornate da ragazzo?
“Andavo in oratorio, giocavamo fino a tardi, cinque contro cinque. Quando il parroco chiudeva, scavalcavamo e tornavamo a giocare. Per il calcio fai di tutto”.
Cosa ti porti dietro di quegli anni?
“Bei ricordi, andavo spesso a vedere mio fratello che giocava. Mi sono sempre detto che se lo faceva lui volevo farlo io ai massimi livelli. Mia mamma e mio fratello mi sono stati sempre vicini nei momenti difficili, ne abbiamo avuti tantissimi da superare: mia mamma mi ha fatto anche da padre, non ha mai mollato e sono fiero di lei”.
Sei diventato padre di recente… “Mi ha cambiato tantissimo. Mi ha dato più motivazione in quello che faccio, tante cose che facevo prima non posso più farle. Ho qualcuno che mi guarda 24 ore su 24”.
Hai pubblicato un disco musicale.
“Con Chosen voglio lasciare il messaggio che, se sei bravo a fare una cosa, o anche due, perché non farla. Trovo tempo per scrivere un po’ dappertutto, nei viaggi in trasferta o a casa dopo l’allenamento. Mi calma tantissimo e mi rende felice: esprimere tutto in un testo è bello e rilassante. La mia famiglia è sempre stata basata su sport e musica”.
L’esperienza all’estero ti è servita?
“Mi ha aperto gli occhi su cosa avevo attorno. Mi sento fortunato ad aver giocato con grandi campioni come Mbappé, Neymar, Cristiano. È stata una bella esperienza, anche se in Premier non è andata come avrei voluto”.
La Nazionale di oggi? “Siamo un ottimo gruppo, di giovani. Ci siamo ritrovati fra tanti ragazzi che erano insieme in Under 21. Il ct ci dà fiducia, crede in noi e so che possiamo ottenere ottimi risultati. Essere in azzurro è un’emozione grandissima, ho sempre sognato la nazionale maggiore dopo aver fatto le giovanili. Fare tutto il percorso e arrivare in prima squadra è una grande emozione”.
L’obiettivo?
“Posso solo sognare il meglio per me, poi nessuno sa cosa può accadere domani. Cerco di dare sempre il 100%, vengo da momenti difficili e so come prendere certe occasioni. Speriamo che qualcuno scenda al bar a vedere noi alzare quella coppa”.
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