
Antonini, l’istrionico presidente fra progetti sportivi ed intrighi economici
Tra le figure più istrioniche e chiacchierate nel mondo della Serie C, ma forse in generale del calcio professionistico italiano, non può che esserci Valerio Antonini, inimitabile presidente delle squadre di calcio e di basket del Trapani. Con la prima ha raggiunto il professionismo l’anno scorso, mentre con la seconda sta stupendo tutti addirittura in Serie A1.
Molto interessante appare in tal senso un pezzo di approfondimento de La Repubblica, incentrato proprio sull’imprenditore romano. Quest’ultimo avrebbe infatti in mente un progetto per la realizzazione di una colossale cittadella sportiva con tanto di stadio, palazzetto, centro commerciale e chi più ne ha più ne metta. Antonini asserisce di essere praticamente pronto per far partire i lavori, mentre dal Comune viene detto di non aver ricevuto nulla.
Un interrogativo non da poco, anche se non è l’unico a sorgere nella mente di chi vuole approfondire le varie vicende legate al patron. Del resto un progetto del genere sottintenderebbe una spesa superiore ai 100 milioni di euro, il che fa venire da chiedersi dove possa essere raccolta una quantità di denaro simile.
Sempre sulle colonne de La Repubblica viene riportato come fino all’anno scorso la “cassaforte” di Antonini fosse la Quanton Commodities, specializzata nel commercio di materie prime alimentari, grano in primis. A Marzo 2024 però la Quanton è stata venduta e a Settembre dello stesso anno, dopo aver cambiato nome in Kalash, è finita in liquidazione. Adesso la ex Quanton appare impegnata in debiti fino a 180 milioni di euro.
Infine tra i vari creditori figura la società russa GTCS Trading DMCC, che avrebbe appunto un credito di ben 109 milioni. Niente di strano se non fosse che un’inchiesta del Wall Street Journal l’abbia identificata come l’attrice principale di una rete sospettata di trafugare proprio grano ucraino, rubato e dirottato verso paesi come Iran, Iraq e Siria.
Molto interessante appare in tal senso un pezzo di approfondimento de La Repubblica, incentrato proprio sull’imprenditore romano. Quest’ultimo avrebbe infatti in mente un progetto per la realizzazione di una colossale cittadella sportiva con tanto di stadio, palazzetto, centro commerciale e chi più ne ha più ne metta. Antonini asserisce di essere praticamente pronto per far partire i lavori, mentre dal Comune viene detto di non aver ricevuto nulla.
Un interrogativo non da poco, anche se non è l’unico a sorgere nella mente di chi vuole approfondire le varie vicende legate al patron. Del resto un progetto del genere sottintenderebbe una spesa superiore ai 100 milioni di euro, il che fa venire da chiedersi dove possa essere raccolta una quantità di denaro simile.
Sempre sulle colonne de La Repubblica viene riportato come fino all’anno scorso la “cassaforte” di Antonini fosse la Quanton Commodities, specializzata nel commercio di materie prime alimentari, grano in primis. A Marzo 2024 però la Quanton è stata venduta e a Settembre dello stesso anno, dopo aver cambiato nome in Kalash, è finita in liquidazione. Adesso la ex Quanton appare impegnata in debiti fino a 180 milioni di euro.
Infine tra i vari creditori figura la società russa GTCS Trading DMCC, che avrebbe appunto un credito di ben 109 milioni. Niente di strano se non fosse che un’inchiesta del Wall Street Journal l’abbia identificata come l’attrice principale di una rete sospettata di trafugare proprio grano ucraino, rubato e dirottato verso paesi come Iran, Iraq e Siria.
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