
Ci sono margini per la salvezza ma bisogna iniziare a vincere. Una retrocessione sarebbe inconcepibile dopo tre anni di A
Ventuno punti ancora in palio, quota minima per salvarsi 42/43 punti. Dunque ci sono margini ancora per quella salvezza che tutta una città, una provincia intera aspetta dalla sua Salernitana. E sarebbe un miracolo sportivo, s'intende, perchè nessuno, dico nessuno, avrebbe mai previsto o preventivato due salti all'indietro. Inconcepibile dopo tre anni ininterrotti in serie A che autorizzavano a pensare ad un aggiustamento nel corso delle successive stagioni.
Invece nulla è andato per il verso giusto e anche analizzando questi trenta punti finora conquistati su 31 gare di campionato (neppure la media di un punto a partita) con tre allenatori cambiati e due direttori sportivi nuovi, ci si chiede quali sono state le pecche che hanno portato tutti ad un passo dal baratro. Diceva il diesse Valentini solo qualche giorno fa nel corso di una conferenza stampa, che loro (lui e Breda arrivati dopo la sconfitta di Catanzaro) hanno cercato anche con l'arrivo di almeno nove calciatori di salvare la categoria.
Poi è chiaro che quando non arrivano i risultati e ti mancano almeno tra i tre e i quattro punti sui 30 attuali allora lo scoramento arriva, anche se nelle ultime sette gare della stagione, con almeno quattro scontri diretti, te la puoi giocare. Ma devi iniziare a vincere, ad avere la consapevolezza che la politica dei piccoli passi vada bene dopo dieci giornate di campionato non dopo 31 gare. Dunque concetto da immagazzinare: solo con i tre punti riuscirai ad arrivare alla quota salvezza. Ergo: vincere la maggior parte delle gare. Anche cominciando da quella che sembra proibitiva contro la Juve Stabia. Poi tra Sudtirol in casa e Cittadella i sei punti saranno basilari per un finale di campionato che, forse, potrà far sognare nella salvezza, questa eccezionale ed irreprensibile tifoseria.







