
Curva Sud, vietato lo striscione "Solo per la maglia": un'inutile repressione
Ha sinceramente dell’incredibile la nuova decisione del GOS e della Questura di Milano di vietare l’ingresso a San Siro dello striscione “Solo per la maglia”, che campeggiava nel cuore della balaustra del secondo anello blu e anche in trasferta. La notizia è stata resa pubblica dalla Curva Sud con una storia sul proprio profilo ufficiale. Una presa di posizione fortemente restrittiva, volta a colpire ancora di più la parte del tifo organizzato milanista e che difficilmente può trovare una spiegazione logica e accettabile. Quello striscione non contiene nessun messaggio in codice, nessuna interpretazione secondaria rispetto al suo significato letterale. È ormai noto a tutti come vi sia un forte e ampio dissenso da parte della tifoseria milanista nei confronti dei risultati ottenuti sul campo dalla squadra e sulle politiche societarie, ma quel “Solo per la maglia” è la testimonianza di un amore che prescinde da tutto quello, l’amore che i tifosi hanno per la propria maglia.
Curva Sud, no allo striscione: decisione incomprensibile
Capiamo l’attenzione preponderante degli organi di polizia verso tutto quello che succede nelle due curve di Milano, ma arrivare a vietare uno striscione di questa portata, autorizzato non solo dal Milan ma anche da altri club (e questure) d’Italia lascia davvero molto basiti. Quel lenzuolo, unitamente alla bandiera raffigurante Herbert Kilpin, era un diversivo anche coreografico in mezzo al grigio voluto dalla Questura, che ha spogliato letteralmente la Sud di ogni striscione, vessillo e bandiera che coloravano sia il primo sia il secondo anello blu. L’inchiesta “Doppia Curva” ha impattato in maniera clamorosa sul folklore allo stadio, rendendo impossibili anche le storiche coreografie che hanno sempre contraddistinto l’atmosfera dei derby di Milano, ma anche delle grandi notti di campionato e di Champions League.
Questura e GOS: rinsavite
L’auspicio è che, nel medio periodo, qualcuno rinsavisca e capisca che molti elementi del tifo che oggi sono stati vietati (bandiere, striscioni, stendardi) non sono fattori riconducibili a singoli elementi, ma vengono visti come segni di appartenenza, da parte di oltre 15 mila persone (tra primo e secondo blu), a un qualcosa di aggregativo e che, da sempre, ha caratterizzato il popolo milanista.







