
Inter: i fatti oltre le parole (ma anche un problema). Milan: l’errore con Leao. Napoli: Anguissa e la dialettica di Conte. Juve: l’altalena su Motta. E l’esempio Como
Cose di Inter
L’Inter passa il turno in Coppa Italia e ci riesce anche contro il preconcetto di chi da giorni pensava “va be, lasceranno perdere la coppetta”. E invece no. La partita contro la Lazio conferma che la frase “vogliamo dare il massimo in tutte le competizioni” è tutto tranne che una frase fatta. Nota stonata, il ko di Darmian. Inzaghi si ritrova con gli esterni contati (Dimarco, Dumfries e stop) ma sa che può contare su un grande gruppo.
Cose di Ranieri
La verità è che quando la Roma gli ha affidato la panchina in tanti dietro alle frasi fatte (“grande Claudio!”) hanno pensato ben altro (“ammazza come sono ridotti…”). E invece ha vinto lui ancora una volta: è arrivato, ha portato ordine, disciplina, poche e chiarissime idee ed è riuscito nell’impresa di ridare senso a una stagione che sembrava persa. Nelle ultime dieci giornate nessuno ha messo insieme più punti della sua Roma: unico.
Cose di Anguissa
Il Napoli dopo Neres, perde anche Anguissa. Altro problema al polpaccio. L’ennesimo. Qualcuno vorrebbe dare la colpa a questo o quello ma, in realtà, si chiama solo sfortuna. Certo, DeLaurentiis avrebbe potuto prendere un pezzo in più a gennaio per agevolare il suo allenatore che nel post-Como sembra aver perso il buonumore. Di sicuro ha iniziato a portare avanti la tipica dialettica “scarica responsabilità”, del tipo “io ho fatto il massimo con quello che ho a disposizione”. E forse è vero, ma la verità è che il suo Napoli è a un solo punto dalla vetta e ha tutte le possibilità di restare in gioco fino in fondo. Inutile esagerare con un eccesso di musi lunghi.
Cose di Milan
Il masochismo di casa Milan - che con la Dinamo Zagabria crolla per colpa di Musah e Gabbia, e a Rotterdam per colpa di Maignan, e nella partita di ritorno per colpa di Theo, e a Torino per colpa ancora di Maignan – sembra non aver fine. I rossoneri hanno bisogno come il pane di una dirigenza “più ordinata”, un direttore sportivo che sappia il fatto suo e un tecnico… che finalmente capisca quanto sia sciocco levare Leao dal campo. Su 100 cose buone create dai rossoneri, 80 passano dai piedi di Leao: privarsene anche solo per un tempo è un piacere che si fa ai propri avversari di giornata. E stop.
Cose di Thiago Motta
Con Thiago Motta siamo andati (e continuiamo ad andare) sull’altalena: “è il condottiero della Juve e ci farà divertire”, “Non ci sta capendo niente”, “ha già dato un’impronta chiara”, “è malato di pareggite”, “ha battuto l’Inter e ora vedrete”, “è uscito dalla Champions e non ci capisce nulla”, “ha battuto il Cagliari e può ancora vincere lo scudetto”. Così come lui non riesce a stabilizzare un 11 di partenza, noi non riusciamo a stabilizzare un giudizio nei confronti della sua Juve. Il dato di fatto è che ha ancora la possibilità di guadagnarsi una riconferma che passa dalla qualificazione alla prossima Champions (ben più che fattibile), il tentativo di insidiare le tre davanti (non impossibile), la capacità di dare valore a giocatori fin qui non ancora brillantissimi (Koop su tutti).
Cose di Atalanta
L’Atalanta ha le stesse possibilità di Inter e Napoli di vincere lo scudetto. E questo ci fa capire quanto siamo fessi ogniqualvolta pensiamo che 4 o 5 punti di distacco siano una sentenza: ma quando mai. La Dea ha un calendario non semplice ma anche la possibilità di fare filotto. Lo dice la storia nerazzurra di Gasperini: i “gran finali” sono la sua specialità. Se poi riuscisse ad andare oltre il suo caratteraccio e chiedesse scusa al suo miglior giocatore (sì, Lookman ha ragione) farebbe un ulteriore regalo a se stesso e alla sua squadra. Lo farà? Ma figuriamoci.
Cose di arbitraggi
Variamo la rubrica settimanale “boiate arbitrali” (non è vero, settimana prossima non ci sarà). E comunque anche nell’ultima giornata ne abbiamo viste di tutti i colori. Un giallo visibile da Plutone non dato a Mkhitaryan, un rigore enorme non dato per fallo su Vlahovic, un rigore contro il Lecce che è un vero pasticciotto, altri orrori in Parma-Bologna. Un disastro generale figlio di un’evidenza: arbitri e varisti non si vogliono bene.
Cose di Ancelotti
Ancelotti ha detto così: “Ci tocca un calendario assurdo e insostenibile. Se arriviamo in fondo giochiamo 72 partite, quando giocavo io erano 30. Ora ne abbiamo affrontate 17 in 52 giorni. I giocatori sono stanchi, io sono stanco e immagino che anche voi, da quello che vedo e sento, siate stanchi. Avete bisogno di riposo, abbiamo bisogno di riposo”. Carletto, tu sei bravissimo e noi ti vogliamo bene, ma il discorso è sempre lo stesso: siete disposti a guadagnare meno grano? Perché se la risposta è “no” è dura trovare soluzioni.
Cose di Under 23
Sta per nascere l’Under 23 dell’Inter. Lo ha annunciato il cda del club. Giocherà a Monza. Una grande idea. Però attenzione: non basta dire “facciamo l’Under 23” bisogna anche starle dietro. Altrimenti ci si culla dietro all’idea che quella sia la fabbrica dei futuri campioni e d’un tratto ti ritrovi a un passo dalla serie D e con i tuoi giovanotti più promettenti che non giocano né con i grandi (“non sono pronti”) e nemmeno con i piccoli (“servono per la panchina dei grandi”).
Cose di Como
Tutti dicono “bravini a Como, l’anno prossimo la squadra X prenderà Fabregas e la squadra Y prenderà NicoPa’”. E se dicono così significa… che non hanno capito. Il Como ha intenzioni serissime, mezzi notevoli e, soprattutto, idee chiare. Diao (19 anni, 12 milioni) è costato bruscolini, Nico Paz (20 anni, 6.5 milioni) chettelodicoaffà, Valle (20 anni, prestito), Caqueret (25 anni, 15 milioni) e tutti gli altri sono la dimostrazione che i soldi sono importanti ma, soprattutto, bisogna saperli spendere. Il Como dalla prossima stagione punterà da subito alla parte sinistra della classifica, forse perderà Paz perché, banalmente, il Real se lo può riprendere, ma occhio a pensare che quello lariano possa diventare un supermercato: è più facile che siano loro a fare la spesa dagli altri.
Cose di Gabri Ponte
L’8 marzo Gabri Ponte parteciperà al San Marino Song Contest. In caso di vittoria andrà all’Eurovision. E, quindi, San Marino potrebbe provare a vincere la Champions della musica con “Tutta l’Italia”. Straordinario.
L’Inter passa il turno in Coppa Italia e ci riesce anche contro il preconcetto di chi da giorni pensava “va be, lasceranno perdere la coppetta”. E invece no. La partita contro la Lazio conferma che la frase “vogliamo dare il massimo in tutte le competizioni” è tutto tranne che una frase fatta. Nota stonata, il ko di Darmian. Inzaghi si ritrova con gli esterni contati (Dimarco, Dumfries e stop) ma sa che può contare su un grande gruppo.
Cose di Ranieri
La verità è che quando la Roma gli ha affidato la panchina in tanti dietro alle frasi fatte (“grande Claudio!”) hanno pensato ben altro (“ammazza come sono ridotti…”). E invece ha vinto lui ancora una volta: è arrivato, ha portato ordine, disciplina, poche e chiarissime idee ed è riuscito nell’impresa di ridare senso a una stagione che sembrava persa. Nelle ultime dieci giornate nessuno ha messo insieme più punti della sua Roma: unico.
Cose di Anguissa
Il Napoli dopo Neres, perde anche Anguissa. Altro problema al polpaccio. L’ennesimo. Qualcuno vorrebbe dare la colpa a questo o quello ma, in realtà, si chiama solo sfortuna. Certo, DeLaurentiis avrebbe potuto prendere un pezzo in più a gennaio per agevolare il suo allenatore che nel post-Como sembra aver perso il buonumore. Di sicuro ha iniziato a portare avanti la tipica dialettica “scarica responsabilità”, del tipo “io ho fatto il massimo con quello che ho a disposizione”. E forse è vero, ma la verità è che il suo Napoli è a un solo punto dalla vetta e ha tutte le possibilità di restare in gioco fino in fondo. Inutile esagerare con un eccesso di musi lunghi.
Cose di Milan
Il masochismo di casa Milan - che con la Dinamo Zagabria crolla per colpa di Musah e Gabbia, e a Rotterdam per colpa di Maignan, e nella partita di ritorno per colpa di Theo, e a Torino per colpa ancora di Maignan – sembra non aver fine. I rossoneri hanno bisogno come il pane di una dirigenza “più ordinata”, un direttore sportivo che sappia il fatto suo e un tecnico… che finalmente capisca quanto sia sciocco levare Leao dal campo. Su 100 cose buone create dai rossoneri, 80 passano dai piedi di Leao: privarsene anche solo per un tempo è un piacere che si fa ai propri avversari di giornata. E stop.
Cose di Thiago Motta
Con Thiago Motta siamo andati (e continuiamo ad andare) sull’altalena: “è il condottiero della Juve e ci farà divertire”, “Non ci sta capendo niente”, “ha già dato un’impronta chiara”, “è malato di pareggite”, “ha battuto l’Inter e ora vedrete”, “è uscito dalla Champions e non ci capisce nulla”, “ha battuto il Cagliari e può ancora vincere lo scudetto”. Così come lui non riesce a stabilizzare un 11 di partenza, noi non riusciamo a stabilizzare un giudizio nei confronti della sua Juve. Il dato di fatto è che ha ancora la possibilità di guadagnarsi una riconferma che passa dalla qualificazione alla prossima Champions (ben più che fattibile), il tentativo di insidiare le tre davanti (non impossibile), la capacità di dare valore a giocatori fin qui non ancora brillantissimi (Koop su tutti).
Cose di Atalanta
L’Atalanta ha le stesse possibilità di Inter e Napoli di vincere lo scudetto. E questo ci fa capire quanto siamo fessi ogniqualvolta pensiamo che 4 o 5 punti di distacco siano una sentenza: ma quando mai. La Dea ha un calendario non semplice ma anche la possibilità di fare filotto. Lo dice la storia nerazzurra di Gasperini: i “gran finali” sono la sua specialità. Se poi riuscisse ad andare oltre il suo caratteraccio e chiedesse scusa al suo miglior giocatore (sì, Lookman ha ragione) farebbe un ulteriore regalo a se stesso e alla sua squadra. Lo farà? Ma figuriamoci.
Cose di arbitraggi
Variamo la rubrica settimanale “boiate arbitrali” (non è vero, settimana prossima non ci sarà). E comunque anche nell’ultima giornata ne abbiamo viste di tutti i colori. Un giallo visibile da Plutone non dato a Mkhitaryan, un rigore enorme non dato per fallo su Vlahovic, un rigore contro il Lecce che è un vero pasticciotto, altri orrori in Parma-Bologna. Un disastro generale figlio di un’evidenza: arbitri e varisti non si vogliono bene.
Cose di Ancelotti
Ancelotti ha detto così: “Ci tocca un calendario assurdo e insostenibile. Se arriviamo in fondo giochiamo 72 partite, quando giocavo io erano 30. Ora ne abbiamo affrontate 17 in 52 giorni. I giocatori sono stanchi, io sono stanco e immagino che anche voi, da quello che vedo e sento, siate stanchi. Avete bisogno di riposo, abbiamo bisogno di riposo”. Carletto, tu sei bravissimo e noi ti vogliamo bene, ma il discorso è sempre lo stesso: siete disposti a guadagnare meno grano? Perché se la risposta è “no” è dura trovare soluzioni.
Cose di Under 23
Sta per nascere l’Under 23 dell’Inter. Lo ha annunciato il cda del club. Giocherà a Monza. Una grande idea. Però attenzione: non basta dire “facciamo l’Under 23” bisogna anche starle dietro. Altrimenti ci si culla dietro all’idea che quella sia la fabbrica dei futuri campioni e d’un tratto ti ritrovi a un passo dalla serie D e con i tuoi giovanotti più promettenti che non giocano né con i grandi (“non sono pronti”) e nemmeno con i piccoli (“servono per la panchina dei grandi”).
Cose di Como
Tutti dicono “bravini a Como, l’anno prossimo la squadra X prenderà Fabregas e la squadra Y prenderà NicoPa’”. E se dicono così significa… che non hanno capito. Il Como ha intenzioni serissime, mezzi notevoli e, soprattutto, idee chiare. Diao (19 anni, 12 milioni) è costato bruscolini, Nico Paz (20 anni, 6.5 milioni) chettelodicoaffà, Valle (20 anni, prestito), Caqueret (25 anni, 15 milioni) e tutti gli altri sono la dimostrazione che i soldi sono importanti ma, soprattutto, bisogna saperli spendere. Il Como dalla prossima stagione punterà da subito alla parte sinistra della classifica, forse perderà Paz perché, banalmente, il Real se lo può riprendere, ma occhio a pensare che quello lariano possa diventare un supermercato: è più facile che siano loro a fare la spesa dagli altri.
Cose di Gabri Ponte
L’8 marzo Gabri Ponte parteciperà al San Marino Song Contest. In caso di vittoria andrà all’Eurovision. E, quindi, San Marino potrebbe provare a vincere la Champions della musica con “Tutta l’Italia”. Straordinario.
Altre notizie
Ultime dai canali








Primo piano