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Milan, Scaroni sul futuro del club: "La sfera internazionale sarà il minimo di cui accontentarsi"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:18Rassegna stampa
di Niccolò Righi

Milan, Scaroni sul futuro del club: "La sfera internazionale sarà il minimo di cui accontentarsi"

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, il presidente del Milan Paolo Scaroni ha parlato di quello che sarà il progetto dei rossoneri per la prossima stagione: “Questa stagione ci ha lasciato l’amaro in bocca. Volevamo la Champions che oggi è lontana. Ma c’è anche qualcosa di positivo: abbiamo portato a casa un trofeo e siamo ancora in corsa per la Coppa Italia. Non ci basta, ma promettiamo l’impegno massimo per il prossimo anno”.

Quali saranno gli obiettivi?
“Non c’è dubbio che la sfera internazionale per il Milan è il minimo di cui accontentarsi”.

Può fare chiarezza sulla dirigenza?
“Dopo esserci rafforzati sul mercato ora vogliamo rafforzarci anche nella dirigenza. Non voglio entrare nel merito dei singoli nomi ma osservo che leggo molti nomi che non escono da noi: mi viene il dubbio che siano autocandidature diffuse da chi vuol venire al Milan”.

Sull’allenatore?
“Il nostro allenatore è Sergio Conceicao. In Coppa Italia ho visto una squadra grintosa e credo che questa caratteristica sia proprio quella che il nostro allenatore ha traslato ai ragazzi”.


Com’è il rapporto tra Furlani e Ibra?
“Io li vedo lavorare insieme a Casa Milan e vanno d’amore d’accordo. I ruoli sono chiari: Ibra è parte del management di RedBird. È stato criticato perché era assente ma era malato e per noi è un valore aggiunto. Tuttavia, voglio insistere su un concetto: le persone sono importanti, ma il Milan viene prima di tutto. E ne siamo tutti consapevoli”.

Quali sono i giocatori da cui ripartire?
“Quando si accende, Leao entusiasma tutti, è compreso. Poi dico Pulisic e Reijnders. Li vogliamo a lungo con noi”.

Cardinale è sfiduciato dalla contestazione?
“Al contrario, è più che mai determinato a vincere. Anche se non è tutti i giorni qui, cardinale dedica al Milan molte ore della sua giornata. RedBird ha già portato il club al record dei ricavi più che raddoppiati negli ultimi quattro anni e con le sue competenze è stato utilissimo per il progetto stadio. Certe contestazioni verso chi ha investito 1,2 miliardi per acquistare il club, non sono in modo migliore per sostenerci”.

Sul nuovo stadio è ottimista?
“Sì perché non è più il progetto di Inter e Milan, ma anche dell’amministrazione comunale. Dopo sei anni spesi in prima persona su questo tema, non posso che apprezzare questa larga condivisione. Noi l’Inter viaggiamo allineati perché abbiamo esigenze simili, lo stesso numero di presenza allo stadio, la stessa necessità di avere posti pre Premium che ci permettono anche di tenere i prezzi accessibili per tutti gli altri. Ora c’è la volontà comune di costruire un nuovo stadio bellissimo, finalmente all’altezza della città di Milano”.