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Il Milan va dritto su Paratici: fermo fino al 20 luglio, Prisma è una spada di DamocleTUTTO mercato WEB
ieri alle 18:30Serie A
di Ivan Cardia

Il Milan va dritto su Paratici: fermo fino al 20 luglio, Prisma è una spada di Damocle

Avanti con Fabio Paratici. È la strada scelta dal Milan per il nuovo direttore sportivo: mancano solo il contratto e le relative firme, ma l’accordo verbale trapelato nelle ultime ore certifica la nuova direzione intrapresa dal club rossonero. Superati anche i dubbi legati alla scelta dell’ex direttore sportivo della Juventus, e alle scorie legate proprio all’ultimo periodo in bianconero di Paratici.

Ai box a inizio mercato. Il primo aspetto riguarda l’operatività sportiva. Paratici, squalificato per 30 mesi il 20 gennaio 2023 dalla Corte Federale d'Appello nell’ambito del processo sportivo sul caso plusvalenze, non potrà essere pienamente operativo fino a tutto il 20 luglio 2025. Essendosi visto parzialmente accolto il proprio ricorso, potrà comunque lavorare anche prima di quella data, ma con mansioni ridotte. Non potrà, in particolare, avere accesso al terreno di gioco, agli spogliatoi e ai locali annessi in occasione delle partite - anche amichevoli -, ma soprattutto non potrà partecipare direttamente alle trattative di calciomercato, ai rinnovi contrattuali o alla sottoscrizione di eventuali accordi.


L’inchiesta Prisma. L’altro nodo, a quanto sembra sciolto anche se vi è da capire se il contratto prevederà una clausola pro-Milan in caso di condanna, riguarda il filone penale dell’inchiesta Prisma. Il 15 aprile è in calendario la prima udienza davanti al GUP, nel procedimento che vede Paratici indagato insieme, tra gli altri, ad Agnelli, Nedved e Arrivabene. In quella data, il GUP Anna Maria Gavoni dovrà pronunciarsi sull’istanza di nullità della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura, per vizi formali. Se non la accoglierà, Paratici e gli altri ex dirigenti juventini potrebbero andare a processo - a meno che il GUP non rigetti l’istanza ma disponga comunque il non luogo a procedere -, mentre in caso di accoglimento i pm potrebbero presentare appello. In entrambi i casi, posto che - banale ma doveroso dirlo - anche l’imputazione non equivarrebbe certo a condanna, i tempi potrebbero essere lunghi, e Paratici opererebbe con una spada di Damocle.