
Zazzaroni: "Mi sorprende che Furlani abbia sviluppato per mesi la trattativa con Paratici per poi rimangiarsi la parola con la scusa della giustizia"
Fabio Paratici si, poi a sorpresa no. Il Milan ha riaperto il casting per il direttore sportivo quando sembrava avesse trovato nell'ex Juventus e Tottenham l'uomo giusto dal quale ripartire. Di questo argomento ne ha parlato anche Ivan Zazzaroni sulla prima pagine dell'odierna edizione del Corriere dello Sport:
"AIle 12 domande che posi un mese fa a Giorgio Furlani su proprietà del Milan e derivati aggiungo la tredicesima, sicuro che presto o tardi l'ad soddisferà la curiosità (legittima) più dei tifosi che mia, soprattutto dopo i deliri di questa stagione. Caro Furlani, quando cominciò a parlare con Paratici per portarlo al Milan ignorava il fatto che la squalifica dell'ex ds della Juve si sarebbe esaurita il prossimo 20 luglio? Visto che ne era al corrente anche Paolo, il portiere del mio condominio in Brianza, mi sorprende che abbia sviluppato per mesi la trattativa, fino all'accordo conclusivo, per poi rimangiarsi la parola con la scusa bislacca dei tempi tecnici rallentati dalla giustizia. Ho una domanda anche per Paratici: quando si è seduto per la prima volta al tavolo con Cardinale, e in seguito con Furlani, perché non ha messo subito in chiaro che avrebbe proseguito la discussione solo a patto che fossero escluse a priori eventuali scorie dell'inchiesta Prisma? Da giorni sono stra-convinto che qualcuno abbia esercitato pressioni affinché Paratici non finisse al Milan. Adesso però chiedo: una volta scontata una squalifica a tempo (non stiamo parlando di una radiazione) un uomo ha il diritto di ripartire o, al contrario, è condannato all'ergastolo lavorativo? Amarezza: ancora una volta a rimetterci sono il Milan e i suoi tifosi".







