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tmw / milan / Primo Piano
Cambiano gli allenatori ma non la storia delle partite. Il problema sta sempre lì, nell'atteggiamentoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 18:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
per Milannews.it

Cambiano gli allenatori ma non la storia delle partite. Il problema sta sempre lì, nell'atteggiamento

Andiamo a ritroso in questa fallimentare stagione del Milan e ragioniamo sulle principali questioni (DI CAMPO!) che non hanno funzionato. Giustamente in molti arriveranno a puntare il dito contro i soliti noti per i tanti errori commessi a livello individuale, vedi Maignan tra Feyenoord e Torino o Theo Hernandez tra Cagliari, Parma e Como per fare qualche esempio, ma la questione sta sempre a monte. 

Si usa dire che il pesce puzza dalla testa giusto? E quindi vi invito a ragionare: può mai essere un caso che nel corso di questa stagione tante partite sono state decise in negativo da questi errori? Potremmo parlare di episodi solo nel momento in cui ci troveremmo difronte a casi sporadici o casuali, ma non è assolutamente questa la circostanza. 

Il Milan continua a sbagliare, soprattutto in una cosa, fondamentale quando si gioca a questi livelli: nell'atteggiamento. In quante partite è stata condannata la passività di questa squadra? In quante partite anche gli stessi interpreti ed allenatori l'hanno reso noto? Tante, forse anche troppe per una squadra che non potrebbe permettersi cali del genere. E quest'anno il Diavolo non si sta facendo mancare proprio niente, soprattutto nelle grandi occasioni, perché anche ieri l'atteggiamento passivo e superficiale degli uomini di Conceiçao ha condizionato e non poco la partita contro il Bologna, segnando di conseguenza in maniera piuttosto netta la rincorsa al quarto posto, sempre più impossibile. 

Senza il giusto atteggiamento non si va da nessuna parte, ed il gol subito da Castro a soli 3' dall'inizio della ripresa è l'ennesimo esempio di come questa squadra non lo abbia, ma non da due settimane, sia chiaro, ma dall'inizio della stagione. Certo, la rete del Bologna è stata viziata da un fallo di mano che ha fatto discutere, ma il Milan aveva tempo per rialzarsi e riportare ancora una volta la partita su binari a lui favorevoli, ma invece si è affievolito lasciando spazio agli avversari che poi l'hanno ribaltata. 

Delusione, è questo forse il termine più adatto per descrivere il sentimento comune nel tifo milanista, che farà del mea culpa di Leao un ulteriore oggetto di riflessione e discussione, perché se i giocatori sono consapevoli di essere i primi responsabili di questa stagione fallimentare, perché non fanno niente per provare a cambiare le cose? Ovviamente chi scende in campo non ha tutte le colpe, ma chi scrive crede però che nella maggior parte dei casi si, anche perché risulta essere piuttosto difficile credere che cambiando gli allenatori la storia sia rimasta la stessa, anzi, è andata addirittura peggiorando.  

È dunque finito il tempo di promesse e parole, adesso servono i fatti, soprattutto in campo, per cercare quantomeno di terminare questa stagione in maniera dignitosa.