
Fanna: "Scudetto Verona? L'Atalanta ci ha riprovato. Inter, credo nel Triplete"
In casa dell'Hellas Verona si continua a celebrare il 40° anniversario dello storico Scudetto della stagione 1984/85. Dall'Hotel Due Torri, Pietro Fanna è intervenuto a margine dell'evento ""Gli unici della storia" ai microfoni di TuttoMercatoWeb.
Che emozioni ha provato oggi?
"Ogni tanto ci convocano perché forse qualcosa di buono abbiamo fatto (ride, n.d.r.). Sono passati 40 anni, ma sembrano 200 per come è girato il mondo, il calcio. Fa piacere, un piacere enorme. Solo il tempo ci sta facendo rendere conto di cosa abbiamo fatto, ci rende contenti, felici, soprattutto per averlo fatto con questa meravigliosa città e tifoseria".
L'Atalanta quest'anno dimostra quanto sia difficile per le squadre che ci provano per la prima volta, riuscire ad arrivare fino in fondo.
"Ci hanno provato, come il Parma con grandissimi campioni. 40 anni fa dissi a Capodanno: "Ragazzi, ora o mai più". Avevo questa sensazione che fosse un'occasione irripetibile, dopo per esempio è arrivato il Milan di Berlusconi. Abbiamo preso l'ultimo treno, ma era comunque un treno bello veloce".
Quest'anno che ne pensa del Verona?
"Ha un bello spirito, ogni tanto si salva un po' a fatica, ma per gli obiettivi di quest'anno gli auguro buona fortuna. Ho la maglia gialloblu come seconda pelle e mi piacerebbe che la società possa alzare un po' il livello dal prossimo anno. Dando una certa continuità per far divertire i nostri tifosi".
Da ex Inter, la lotta Scudetto la considera ben indirizzata per i nerazzurri?
"Spero di sì, ha uno spirito simile a quello che avevamo noi. Una società che con Marotta come Presidente e Inzaghi come allenatore sta dando continuità ad un certo percorso, mi auguro che possa farcela a trionfare su tutti e 3 i fronti, anche 4. I cavalli si vedono alla fine".
La Juventus ha cambiato allenatore: condivide questa scelta?
"Quando mandi via un allenatore non è mai piacevole o facile da gestire. E' una società che una volta persi i pezzi da novanta, l'anima italiana deri vari Buffon, Chiellini, Barzagli e via dicendo, deve avere pazienza per costruire. Se ha scelto di cambiare allenatore, un motivo lo dovevano avere, perché alla fine è l'allenatore quello che indica la via".
Che emozioni ha provato oggi?
"Ogni tanto ci convocano perché forse qualcosa di buono abbiamo fatto (ride, n.d.r.). Sono passati 40 anni, ma sembrano 200 per come è girato il mondo, il calcio. Fa piacere, un piacere enorme. Solo il tempo ci sta facendo rendere conto di cosa abbiamo fatto, ci rende contenti, felici, soprattutto per averlo fatto con questa meravigliosa città e tifoseria".
L'Atalanta quest'anno dimostra quanto sia difficile per le squadre che ci provano per la prima volta, riuscire ad arrivare fino in fondo.
"Ci hanno provato, come il Parma con grandissimi campioni. 40 anni fa dissi a Capodanno: "Ragazzi, ora o mai più". Avevo questa sensazione che fosse un'occasione irripetibile, dopo per esempio è arrivato il Milan di Berlusconi. Abbiamo preso l'ultimo treno, ma era comunque un treno bello veloce".
Quest'anno che ne pensa del Verona?
"Ha un bello spirito, ogni tanto si salva un po' a fatica, ma per gli obiettivi di quest'anno gli auguro buona fortuna. Ho la maglia gialloblu come seconda pelle e mi piacerebbe che la società possa alzare un po' il livello dal prossimo anno. Dando una certa continuità per far divertire i nostri tifosi".
Da ex Inter, la lotta Scudetto la considera ben indirizzata per i nerazzurri?
"Spero di sì, ha uno spirito simile a quello che avevamo noi. Una società che con Marotta come Presidente e Inzaghi come allenatore sta dando continuità ad un certo percorso, mi auguro che possa farcela a trionfare su tutti e 3 i fronti, anche 4. I cavalli si vedono alla fine".
La Juventus ha cambiato allenatore: condivide questa scelta?
"Quando mandi via un allenatore non è mai piacevole o facile da gestire. E' una società che una volta persi i pezzi da novanta, l'anima italiana deri vari Buffon, Chiellini, Barzagli e via dicendo, deve avere pazienza per costruire. Se ha scelto di cambiare allenatore, un motivo lo dovevano avere, perché alla fine è l'allenatore quello che indica la via".
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