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Perché Kean non può essere rimpianto dalla Juve. E' il capolavoro (suo e) della Fiorentina
Lo scorso 29 settembre titolavamo così un editoriale su Tuttomercatoweb.com: "il ritorno alla Juventus è stato un clamoroso fallimento ma la Fiorentina rischia di aver fatto un affare pazzesco. Moise Kean può diventare uno dei migliori colpi dell'estate di mercato". A metà novembre e a fine dicembre, due Podcast per raccontare di fatto la stessa realtà, pur in momenti e periodi diversi per la Juventus. "Non può essere un rimpianto per i bianconeri", il succo della questione. E così è.
Come poteva non lasciare la Juventus?
Il miglior attaccante del nostro calcio in questo momento, sedici reti, la sfida sul campo vinta contro Mateo Retegui, non può essere un rimpianto per la Juventus. Il dato della scorsa stagione è chiaro: zero gol, il ritorno di Kean alla Vecchia Signora è stato uno dei più clamorosi flop della storia recente del nostro pallone. Zero reti in una stagione e stante il rendimento attuale è davvero complicato trovare una spiegazione logica e razionale. Perché anche il poco feeling con la squadra, con l'allenatore, col gioco, l'assenza di fiducia, non riescono a giustificare in toto la perdita (momentanea) di istinto e talento, di fortuna e momenti giusti. Anzi: le cifre a cui la Juve lo ha fatto partire destinazione Firenze erano sembrate giuste e congrue. Kean ha lasciato la Juventus, leggiamo e ricordiamo dal comunicato, per sbarcare alla Fiorentina "a fronte di un corrispettivo di € 13 milioni, pagabili in quattro esercizi, oltre a premi variabili fino a un massimo di € 5 milioni. Tale operazione genera un impatto economico positivo sull’esercizio in corso pari a € 2,3 milioni, al netto degli oneri accessori".
L'uomo giusto al posto giusto
Il calcio vive di momenti ma pure di stagioni. Kean a Firenze è un giocatore e pure un uomo diverso. Ha un'aura di self confidence grazie alla quale tutto riesce e pure nel migliore dei modi. Gioca in Nazionale ed è il migliore in campo azzurro nella serata da tregenda contro la Germania. Ora ha una clausola da 52 milioni valida dal 1 al 15 luglio, visto il rendimento un affare vero e proprio per chi lo comprerà. Ma converrà davvero a Kean lasciare un ambiente che sembra davvero ideale, in tutto e per tutto, per farlo crescere ed esplodere ancora?
Come poteva non lasciare la Juventus?
Il miglior attaccante del nostro calcio in questo momento, sedici reti, la sfida sul campo vinta contro Mateo Retegui, non può essere un rimpianto per la Juventus. Il dato della scorsa stagione è chiaro: zero gol, il ritorno di Kean alla Vecchia Signora è stato uno dei più clamorosi flop della storia recente del nostro pallone. Zero reti in una stagione e stante il rendimento attuale è davvero complicato trovare una spiegazione logica e razionale. Perché anche il poco feeling con la squadra, con l'allenatore, col gioco, l'assenza di fiducia, non riescono a giustificare in toto la perdita (momentanea) di istinto e talento, di fortuna e momenti giusti. Anzi: le cifre a cui la Juve lo ha fatto partire destinazione Firenze erano sembrate giuste e congrue. Kean ha lasciato la Juventus, leggiamo e ricordiamo dal comunicato, per sbarcare alla Fiorentina "a fronte di un corrispettivo di € 13 milioni, pagabili in quattro esercizi, oltre a premi variabili fino a un massimo di € 5 milioni. Tale operazione genera un impatto economico positivo sull’esercizio in corso pari a € 2,3 milioni, al netto degli oneri accessori".
L'uomo giusto al posto giusto
Il calcio vive di momenti ma pure di stagioni. Kean a Firenze è un giocatore e pure un uomo diverso. Ha un'aura di self confidence grazie alla quale tutto riesce e pure nel migliore dei modi. Gioca in Nazionale ed è il migliore in campo azzurro nella serata da tregenda contro la Germania. Ora ha una clausola da 52 milioni valida dal 1 al 15 luglio, visto il rendimento un affare vero e proprio per chi lo comprerà. Ma converrà davvero a Kean lasciare un ambiente che sembra davvero ideale, in tutto e per tutto, per farlo crescere ed esplodere ancora?
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