
Il punto lascia l’amaro in bocca ma non intacca la fiducia sul finale di stagione. I portieri, più dei cambi, incidono sul risultato finale
Tutto fuorché noiosa la sfida di San Siro, anche se il risultato finale rallenta la corsa dei viola dopo il doppio successo consecutivo tra Juventus e Atalanta. Giusto dirlo subito, prima ancora di rammaricarsi per gli episodi che hanno determinato il pareggio, e giusto dire anche che la Fiorentina ha messo in campo un’importante dose di personalità, segno che il processo di crescita (mentale e fisica) visto nell’ultimo mese sta proseguendo. Ora che il calendario si fa sulla carta meno impegnativo la Fiorentina ha in teoria l'opportunità di dare continuità al buon momento, e di certo sarà in questa fase che i viola (e il loro allenatore) si giocheranno il piazzamento finale.
I portieri i migliori in campo
Certo, se nelle valutazioni finali i migliori in campo risultano essere i due portieri significa che qualcosa nella fase difensiva di Milan e Fiorentina non ha funzionato, ma un totale di 7 punti nell’ultimo tris di gare affrontate resta bottino di assoluto rispetto. E’ soprattutto il modo in cui i viola adesso tengono il campo che può far ben sperare per il finale di stagione, anche nei momenti di sofferenza com’è avvenuto in avvio di ripresa quando il Milan ha cominciato a spingere a testa bassa.
De Gea torna determinante, Kean continua ad esserlo
Ed è stato in quel momento che De Gea ha ribadito la sua importanza negli equilibri viola, sfoderando interventi a ripetizione che hanno impedito al Milan di ritrovare fiducia. Delle tante scommesse vinte in estate quella sullo spagnolo resta la più eclatante e anticipa la necessità di fare di tutto per garantirsi un funambolo tra i pali anche nel corso della prossima stagione. Più o meno stesso discorso per ciò che riguarda Kean, che non sarà stato cattivissimo di testa sull’invito dalla destra di Dodò ma che in almeno un paio di circostanze non ha trovato il gol solo per la bravura di Maignan.
Cambi che non cancellano la bontà della prova di San Siro
Insomma è chiaro che al fischio finale il pareggio può lasciare un gusto amarognolo in bocca, ma la valutazione generale della prova di Milano non può che essere positiva e al netto di qualche dubbio sull’impatto dei cambi (soprattutto in merito alla sostituzione di Gudmundsson) i meriti sono anche di Palladino. Si discuterà a lungo di come nel secondo tempo lo stesso Adli si sia visto in campo con un pizzico di ritardo, ma gioverà ricordare che la Fiorentina si è costruita le sue occasioni, e che se al fischio finale avesse collezionato tre punti non avrebbe rubato nulla. C’è da scommettere che in quel caso nessuno avrebbe tirato in ballo le sostituzioni del tecnico, più o meno come c’è da credere che rivedendo l’intervento di Pongracic in area su Leao nessuno si lamenterà più di tanto della temutissima designazione arbitrale di Ayroldi.







