
Per Conceicao appena due giorni per preparare la partita, Palladino ne ha avuti cinque: è un bel vantaggio. Reijnders è il miglior giocatore del Milan, se non riesce a recuperare dal malanno intestinale è un altro punto a favore dei viola
Milan stanco? Può essere. Il vantaggio della Fiorentina in questa trasferta milanese inizia da qui, dalla Coppa Italia di mercoledì sera quando la squadra di Conceicao ha incontrato l’Inter per la semifinale d’andata. Primo tempo sonnacchioso, secondo tempo di battaglia. Di sicuro il tecnico portoghese farà qualche cambio, ma mercoledì ha schierato la formazione titolare. Potrà mettere Gimenez al posto di Abraham (che però ha segnato il gol del momentaneo 1-0 nel derby), forse Chukwueze al posto di Leao o di Pulisic, si parla di Bondo per Fofana, ma almeno sette-otto giocatori saranno gli stessi della Coppa Italia. Palladino ha potuto preparare questa partita in piena armonia dopo la vittoria contro l’Atalanta in cinque giorni, Conceicao in due. Accade raramente che una squadra impegnata in una coppa di mercoledì giochi poi di sabato. Al Milan è capitato e la Fiorentina potrà sfruttare questo vantaggio in un momento della stagione in cui le forze fisiche vanno gestite con attenzione. Il Milan ha dei buoni giocatori (ne ha uno fortissimo, Reijnders, in dubbio però per la gara di stasera), ma non fanno squadra. Anche contro l’Inter, nonostante un pareggio meritato, si è vista questa difficoltà a creare un gioco d’insieme. Uno spunto di Leao (e poco altro da parte del portoghese), qualche discesa di Hernandez (che in questa stagione non ha mai raggiunto i livelli delle annate precedenti), qualche giocata di Pulisic (ma niente di impressionante), in definitiva una squadra che rende giustizia al suo nono posto in classifica.
Sono gli inserimenti di Reijnders il vero punto di forza del Milan, è il capocannoniere della squadra con 9 gol, accanto a Pulisic, ma l’olandese non ha battuto nemmeno un rigore, l’americano ne ha fatti tre dal dischetto. Per dire: Reijnders, un centrocampista, ha segnato gli stessi gol di Vlahovic e Castellanos, due centravanti. Può partire da dietro, nella coppia di mediani, o avanzare di qualche metro sulla linea dei tre alle spalle della prima punta, ma la sua formidabile capacità di arrivare in area a fari spenti non cambia. In tutta la sua carriera non aveva mai segnato così tanto, nemmeno in Olanda con l’AZ Alkmaar, è il giocatore che la difesa viola dovrà guardare con più attenzione, se sarà in campo nonostante i problemi intestinali. La sua eventuale assenza sarebbe un altro vantaggio per la Fiorentina.
Il resto dipende dalla presenza e dalla luna di Rafa Leao. Se è in giornata, Dodo dovrà lavorare sodo al fianco di Pongracic, la Fiorentina dovrà evitare che il Milan riesca a servirlo sulla corsa, perché se parte Leao non lo riagguanti. Si temeva lo stesso anche con Lookman, ma la coppia Dodo-Pongracic lo ha spinto fuori dalla partita. Saranno confermati i due terzini, Hernandez a sinistra e Walker a destra. In quest’ultimo caso, forse sarebbe più opportuna la presenza di Folorunsho sul fianco sinistro invece di Parisi: l’ex napoletano ha il fisico adatto per ostacolare l’inglese.
Il passo indietro, rispetto alla scorsa stagione, è notevole. Sono 18 punti in meno di quanti ne aveva fatti il Milan di Stefano Pioli alla trentesima giornata. Non ha un grande forza offensiva, nessuna delle sue punte ha finora raggiunto la doppia cifra e con i 45 gol segnati (due in meno della Fiorentina) ha il peggior attacco delle prime nove della classifica: rispetto alla capolista nerazzurra ha realizzato 22 gol in meno. E non ha nemmeno una grande difesa, visto che ha incassato 35 reti (cinque in più dei viola) e solo la Lazio, sempre fra le prime nove, ne ha presi di più.









