
Inter, Marotta: "Non parlo di Triplete, ma la nostra storia impone di correre per tutto"
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha parlato a Mediaset prima della semifinale di andata di Coppa Italia con il Milan.
Fase finale di una stagione che può regalare tantissimo: primo di tre grandi obiettivi?
"Non parlo di Triplete, il primo obiettivo è essere presenti su tutti i fronti e ci siamo. Stasera inizia un testa che eventualmente troverà nel ritorno la finale. Siamo contenti di poter recitare un ruolo da protagonisti".
Come risponde alle parole di Sala?
"Lo scetticismo non era riferito al progetto di San Siro, ma a un deficit che riguarda i nostri club di Serie A rispetto al resto dell'Europa. Il ministro dello sport, non a caso, sta nominando un commissario ad hoc per gli stadi. Non vogliamo vincere solo il campionato, ma a partire da stasera anche in Coppa Italia".
Lei è contento di essere in corsa su tutto o vuole percorrere una strada?
"Vorrei imboccare tutte e tre le strade, lo dice la storia del nostro club. Non escluderei questa competizione a discapito di un'altra. Se siamo qua è frutto della cultura del lavoro e del senso di appartenenza, che nel calcio sono valori importanti".
Servono rose più ampie?
"Tutti gli addetti ai lavoro stanno esaminando che tipo di rosa allestire, tenendo conto del calendario fitto tra club e Nazionale. Il gioco è inoltre più intenso e porta più infortuni. Tra club, federazioni e organismi internazionali, serve buon senso per fare un calendario più equo".
Avete avuto più infortuni degli anni scorsi e, se arriverete in fondo a tutto, arriverete a 55 partite prima del Mondiale per Club.
"Mettiamo anche infortuni traumatici, gli scontri sono maggiori e si può immaginare che le rose dovranno essere più ampie rispetto al presente".
Si parla di Paratici al Milan: le fa effetto?
"Nessun effetto, non so cosa farà il Milan. Decideranno loro al meglio".







