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Braida: "Ricordo ancora il palo di Niang a Barcellona. Vialli piaceva tantissimo a Berlusconi"
Ariedo Braida ha ripercorso la carriera di Mbaye Niang, portato in Italia dal Milan nel 2012 e nuovo rinforzo della Sampdoria, e il mancato arrivo in rossonero di Gianluca Vialli durante una lunga intervista esclusiva rilasciata a Sampdorianews.net::
Niang alla Sampdoria. È stato il vostro Milan a portarlo giovanissimo in Italia. "Niang arrivò al Milan nel 2012, aveva diciotto anni, non poteva essere già pronto, aveva bisogno di un certo percorso. Al Milan trovò persone che gli hanno indicato la strada da seguire, lo hanno consigliato e preparato al meglio. C'è bisogno di tempo per i giovani che arrivano da paesi, culture e filosofie calcistiche differenti. Nel corso della carriera ha compiuto diversi passi intermedi e ha trovato la propria dimensione. E' maturato ed è risultato determinante nella salvezza dell'Empoli. Ancora oggi ricordo il palo clamoroso colpito da Niang a Barcellona, quel goal avrebbe potuto cambiare la storia del Milan in quella edizione della Champions. Parliamo di un giocatore molto valido, è dotato di dinamismo, tecnica e struttura fisica. All'epoca non fu scelto a caso, avevamo visto determinate caratteristiche. L'ho sentito quando è approdato l'anno scorso ad Empoli".
Pochi giorni fa è stata la ricorrenza della scomparsa di Gianluca Vialli, tra i protagonisti della migliore Sampdoria della storia. "Ci disse sorridendo "A Milano non c'è il mare", così rifiutò il Milan. Gianluca piaceva tantissimo al Presidente, era un bravissimo ragazzo. Il Presidente Berlusconi poneva lo spessore umano come priorità nella scelta dei calciatori. Gianluca trasmetteva la bellezza umana ed estetica dei valori positivi che ognuno di noi dovrebbe avere".
Niang alla Sampdoria. È stato il vostro Milan a portarlo giovanissimo in Italia. "Niang arrivò al Milan nel 2012, aveva diciotto anni, non poteva essere già pronto, aveva bisogno di un certo percorso. Al Milan trovò persone che gli hanno indicato la strada da seguire, lo hanno consigliato e preparato al meglio. C'è bisogno di tempo per i giovani che arrivano da paesi, culture e filosofie calcistiche differenti. Nel corso della carriera ha compiuto diversi passi intermedi e ha trovato la propria dimensione. E' maturato ed è risultato determinante nella salvezza dell'Empoli. Ancora oggi ricordo il palo clamoroso colpito da Niang a Barcellona, quel goal avrebbe potuto cambiare la storia del Milan in quella edizione della Champions. Parliamo di un giocatore molto valido, è dotato di dinamismo, tecnica e struttura fisica. All'epoca non fu scelto a caso, avevamo visto determinate caratteristiche. L'ho sentito quando è approdato l'anno scorso ad Empoli".
Pochi giorni fa è stata la ricorrenza della scomparsa di Gianluca Vialli, tra i protagonisti della migliore Sampdoria della storia. "Ci disse sorridendo "A Milano non c'è il mare", così rifiutò il Milan. Gianluca piaceva tantissimo al Presidente, era un bravissimo ragazzo. Il Presidente Berlusconi poneva lo spessore umano come priorità nella scelta dei calciatori. Gianluca trasmetteva la bellezza umana ed estetica dei valori positivi che ognuno di noi dovrebbe avere".
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