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Thiago Motta non ci sta: "Sul mio rapporto con giocatori e dirigenza dette tante bugie"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:08Serie A
di Niccolò Righi

Thiago Motta non ci sta: "Sul mio rapporto con giocatori e dirigenza dette tante bugie"

Uno dei motivi per cui Thiago Motta sarebbe stato esonerato dalla Juventus, lo scorso 23 marzo, sarebbe stato per il pessimo rapporto con calciatori e dirigenza. Proprio di questo ha voluto parlare il tecnico italobrasiliano ai taccuini del Corriere della Sera, precisando la situazione: “Queste sono cose che mi danno fastidio. Possono criticarmi come allenatore, ma chi dice che avevo lo spogliatoio contro è un bugiardo. Sono cose inaccettabili. Mai nessuno con cui ho lavorato ha detto pubblicamente di avere avuto problemi con me. Avevo un buon rapporto con tutti dal punto di vista professionale e umano, basato sul rispetto e la chiarezza. Poi è normale che chi gioca meno possa essere meno contento, ma ma credo di aver dimostrato che chi non gioca oggi può farlo in seguito. In questo periodo ho dovuto ascoltare non critiche tecniche ma attacchi personali. Giudicatemi come allenatore, criticate le mie scelte sul campo, però non accetto gli attacchi personali fondati su maledicenze”.

C’è stato un litigio alla fine con Giuntoli?
“Non ho mai avuto un litigio con il direttore. Lui non mi ha mai detto le frasi che si sono lette”.


Come spiega la rottura con Danilo?
“Quando è stato con noi, è sempre stato il nostro capitano. Stavano emergendo giocatori come Savona, era una concorrenza importante che Danilo ha sempre accettato. Il nostro è stato un rapporto normale tra un giocatore e un allenatore. Poi è finito. Va detto che l’obiettivo e il compito del club era anche quello di ringiovanire la rosa”.

Cosa è successo con Koopmeiners?
“È stato caricato fin da subito di troppe attese. Il costo del suo acquisto ha caricato le aspettative. Ma sono sicuro che saprà fare sempre meglio perché è un giocatore di alto livello. Se mi aspettavo parole di riconoscenza da lui? I social alterano molto la realtà: oggi tutto quello che non si dice pubblicamente se non esiste. Io ho ricevuto molti messaggi da parte di calciatori in privato, messaggi di riconoscenza per quello che abbiamo fatto insieme. Sono stati molti, non solo Koop. Vlahovic? Lui ha un ragazzo intelligente, capace di discutere e condividere le scelte. Avevamo un buon rapporto, ma è normale che pesi il fatto di scendere in campo o meno. Quando non giocava non era felice ma ha avuto sempre rispetto per le mie scelte, ha continuato a lavorare e quando è entrata in campo ha fatto il suo, dando il massimo cercando di aiutare la squadra”.