
IL SANTO DELLA DOMENICA - CARO MOTTA TI SCRIVO COSI MI SFOGO UN PO'..TRA EGO ECCESSIVO E REALTA' UNILATERALE
Dunque caro Thiago alla fine quelli che non abbiamo capito nulla siamo stati noi e i milioni di tifosi della Juventus. Perché leggendo l’intervista rilasciata al Corriere della Sera( ma un tesserato non deve chiedere l’autorizzazione alla società prima di parlare? Oppure dobbiamo pensare che anche in questo è stato fatto un autogol con il via libera all’intervista) il progetto andava secondo i piani, lo spogliatoio era unito come non mai, il rapporto con i dirigenti perfetto e persino con Danilo e Vlahovic erano rose e fiori.
In fondo dice Motta, il quarto posto era ad un punto, ma peccato che si accenna appena alle figuracce epocali fatte con Atalanta in casa e Fiorentina in trasferta. La Juve doveva darti il tempo? Caro Thiago di tempo ne è stato concesso pure troppo, perché nell’intervista si accenna appena alle eliminazioni con Psv, e qui potevamo persino passarci sopra, e Empoli, anzi primavera dell’Empoli in Coppa Italia, una delle macchie maggiori della storia centenaria della Juventus. E potremmo insistere con la pessima figura in semifinale di Supercoppa contro il Milan.. Quale tempo serviva ancora, quello per distruggere e sporcare ancora la storia della società? No, semmai il tempo doveva essere minore, perché l’esonero sarebbe dovuto arrivare all’indomani della vergognosa eliminazione con L’Empoli.
E vedi, caro Thiago, lo scrive uno che da queste colonne e dai microfoni di Radio Bianconera ha più volte difeso l’operato di un allenatore accolto con voglia e entusiasmo da quasi tutto l’ambiente. Come si fa a non parlare di fallimento? I fallimenti, pensa Thiago, sono stati definiti anche le vittorie dello scudetto condite però dall’eliminazione dalla Champions, e qui dobbiamo leggere che il progetto è stato interrotto all’improvviso quando la squadra era solo ad un punto dal quarto posto?
Passando in rassegna l’intervista, che ho letto ben 3 volte per essere sicuro di averla compresa bene, emerge un quadro idilliaco, dove tutto scorre per il meglio e i piani sono rispettai. Dunque si dovrebbero risentire i dirigenti, che indirettamente vengono tirati in ballo. Non solo non abbiamo capito nulla noi giornalisti e voi tifosi, ma persino proprietà e società che hanno toccato una squadra che stava facendo il proprio dovere. Ma un minimo di autocritica nel vocabolario “ Mottiano” non esiste? La sensazione è che ci sia ma solo per pro forma: la strada era quella giusta, non si doveva cambiare nulla e il progetto meritava di essere portato avanti. Anche dopo Atalanta e Fiorentina? Ritengo troppo intelligente e preparato Motta per credere ad una cosa del genere
Certo ci sono le attenuanti, come gli infortuni, la squadra nuova, e la prima esperienza dello stesso allenatore in una squadra di livello, ma non sono sufficienti per spiegare tutto. Persino la storia della fascia di capitano era giusta. Viene indicato Bremer come l’uomo adatto, peccato che quella fascia prima dell’infortunio fosse su un altro braccio. Le bugie sono da vili dice correttamente Motta, ma qui bisogna capire, e ognuno è libero di farsi la propria idea, da dove provengano le stesse bugie. Sbagliare è umano, ma dagli errori si deve imparare. Noi ci auguriamo che la società abbia capito, per quanto riguarda Motta, gli auguriamo il meglio per la carriera ma crediamo che il suo ego sia abbastanza smisurato da ammattere errori.
Cosi come si è continuato a sbagliare a livello comunicativo. Forse l’intervista, per quanto alla fine spieghi molto del Motta allenatore, si poteva evitare o posticipare. Ma se la società ha concesso l’autorizzazione, evidentemente il rischio era stato calcolato fino in fondo..







