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Sulla cena Marotta-Gravina è già calato il silenzio. Figc allo stesso tavolo con chi dovrebbe essere da lei stessa giudicato. Quella visita alla Continassa e le "firme" di Andrea Agnelli....
venerdì 28 marzo 2025, 00:55Il punto
di Luigi Schiffo
per Tuttojuve.com

Sulla cena Marotta-Gravina è già calato il silenzio. Figc allo stesso tavolo con chi dovrebbe essere da lei stessa giudicato. Quella visita alla Continassa e le "firme" di Andrea Agnelli....

Gabriele Gravina (o Gravinov alla bulgara, o Gravjong-un alla coreana vista l'ultima elezione) è tornato al centro dell'attenzione. Non certo per le imprese della Nazionale…Partiamo dalla cena milanese riferita da Dagospia: allo stesso tavolo il presidente della Figc, il responsabile dell'ufficio Legale della Figc (noto anche per aver festeggiato l'ultimo scudetto dell'Inter a bordo campo, nonché per la sua improvvisa prudenza sull'articolo 4 ora che si parla di Inter), il presidente dell'Inter e l'avvocato della società nerazzurra.

Detto che chiunque può andare a cena con chi vuole, in questo caso però c'è una particolarità. La Figc era allo stesso tavolo con chi dovrebbe essere da lei stessa giudicato (il condizionale è d'obbligo visto l'andazzo di Chiné) su una serie di questioni quali: iscrizione al campionato poi vinto grazie alla garanzia di una società che, dopo non aver presentato bilanci, non ha pagato i debiti portando al pignoramento nerazzurro prima di finire in bancarotta; mancata comunicazione del passaggio di mano del 31% delle azioni (nonostante un preciso obbligo in materia) possedute fino al 2021 dalla misteriosa Lion Rock, poi depennata anche dalle Cayman; sponsor di dubbia consistenza in passato e di sicura irregolarità nel presente (come certificato dalla Consob); rapporti e frequentazioni con gli ultrà vietati dal regolamento, con l'aggravante dell’infiltrazione mafiosa negli stessi gruppi, da parte di dirigenti, allenatore e giocatori; parole di un collaboratore di giustizia che tirano pesantemente in ballo i vertici societari.

Ecco, in questo caso vedere allo stesso tavolo Figc e Società con rispettivi legali è quanto meno inopportuno. Sul silenzio mediatico calato subito sulla questione, stendiamo un velo pietoso. Subito dopo tra l'altro Gravina se l'è presa con la Lazio perché i suoi giocatori si sono sottoposti ad un confronto con gli ultrà dopo il 5-0 subito a Bologna. “Non si può avere contatti con gli ultrà, è vietato dal regolamento!” ha tuonato il presidente federale, alzatosi dal tavolo a cui era seduto con chi è risultato da intercettazioni, verbali e confessioni legato a doppio filo con i gruppi organizzati e infiltrati dalla malavita. E poi la ciliegina sulla torta: la visita di Gravina alla Continassa per magnificare la Juventus come modello per strutture realizzate. Già, strutture realizzare da quell'Andrea Agnelli a lui tanto inviso. Già, società modello deprivata degli introiti Champions per le plusvalenze con un procedimento “rapido e afflittivo” fondato su faldoni e intercettazioni provenienti da una Procura che non era competente (come sancito dalla Cassazione) e da un pm dichiaratamente anti-juventino (poi trasferito a Cuneo).

Almeno ricordare al presidente federale che Continassa, Stadio, JHotel, JMuseum, Jmedical, Next Gen  e JWomen sono state firmate Andrea Agnelli, la Juventus avrebbe dovuto farlo. Così invece la sensazione è che per i dirigenti bianconeri Gravina non sia il mandante dell'ultimo “Juvicidio”, ma il sovrano accolto con il tappeto rosso. Sovrano legato all'asse Ceferin-Infantino, “gli usurpatori di poltrone” che hanno costretto Platini a 10 anni di gogna prima dell'assoluzione. Agnelli….Platini…chissà cosa avranno in comune…