
Capello punta Juve e fa Sgarbi: "Yildiz è un Kandinsky. Vlahovic può firmare il capolavoro”
Se il calcio è arte, allora Fabio Capello è uno dei suoi più lucidi critici e raffinati curatori. Parlando alla Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico di Milan, Roma, Real Madrid e Juventus disegna un quadro fatto di intuizioni, riferimenti culturali e lampi da maestro di bottega: “Se dovessi scegliere oggi chi allenare tra Roma e Juve? Dico Juventus. Mi intriga, mi piacciono le sfide. La Roma è in viaggio, Ranieri ha già vinto la sua. Tudor invece è in piena fase di ripartenza, come il figurativo nell’arte contemporanea. Una scelta che richiama il DNA bianconero.”
Poi l’accostamento colto e affettuoso al collega di mille battaglie: “Ranieri è come De Chirico, un grande pittore un po’ sottovalutato. Ma con un’identità fortissima.” Capello non nasconde il suo entusiasmo per alcuni talenti juventini: “Yildiz è un Kandinsky. Quei quadri te li tieni stretti, perché il loro valore cresce col tempo. La Juve farebbe bene a proteggerlo.” E per domani, nella sfida dell’Olimpico, ha un sospetto: “Farei attenzione a Vlahovic: può essere l’uomo decisivo. Lui o Koopmeiners, che prima o poi deve tornare quello vero. Alla Roma? Punto su Svilar.”
Sulla scelta di affidarsi a Tudor, Capello si concede anche un aneddoto da ex tecnico severo ma giusto: “Igor da giocatore forse non l’ho capito abbastanza: avevo davanti Cannavaro e Thuram. Era serio, professionale... e sapeva che lasciare il campo senza permesso, con me, sarebbe costato caro. Anche in termini economici.” Infine, un giudizio sul passato recente: “Thiago Motta? Chiedeva troppo il compitino. E alla fine, la squadra si è smarrita. La Juve ha ancora margini di crescita, per questo... una pizza la punterei sulla Champions.”







