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Kean e Fagioli alla Fiorentina, Thiago Motta: "L'errore è stato cedere Nicolussi Caviglia"
Nella sua intervista a La Gazzetta dello Sport, Thiago Motta, ex tecnico della Juventus, ha parlato anche delle cessioni di Moise Kean e Nicolò Fagioli alla Fiorentina, parlando però di un altro vero rimpianto: "Un errore cederli? No, per me no, sono state scelte economiche e non solo tecniche. Certo, a inizio stagione la società non sapeva che Milik non sarebbe mai stato disponibile. Poi è arrivato Kolo Muani che potrà dare un grande contributo alla squadra. Fagioli all’inizio con noi ha giocato molto bene, ma poi ha avuto un periodo di maggiore difficoltà e allora, sempre in sintonia con la società, si è deciso che facesse una nuova esperienza. Mi auguro che Fagioli e Kean possano continuare a crescere come stanno facendo. Un giocatore che abbiamo sbagliato a non trattenere è Nicolussi Caviglia, che sta dimostrando grande qualità".
Si rimprovera qualcosa?
“Ho sempre analizzato quello che si è fatto male, ma anche dopo una vittoria penso che si possa cambiare qualcosa. Non è che quando si vince tutto perfetto. Tante cose le rifarei tante cose le cambierei. Ad esempio, nelle ultime due partite abbiamo giocato male e quindi cambierei le mie scelte. Non accetto però che si butti via tutto il lavoro. Eravamo una squadra tutta nuova, falcidiata degli infortuni che stava per raggiungere l’obiettivo prefissato”.
Vuole dire qualcosa ai tifosi?
“Vi ringrazio per quello che abbiamo vissuto insieme. La Juve è una grande squadra ha bisogno di vincere, non basta partecipare. In 25 anni di calcio ho imparato che per vincere serve fiducia serve chiarezza e serve che alla fine ognuno di noi assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Questa squadra avrebbe avuto bisogno di meno infortuni e più tempo, ma penso che quello che abbiamo seminato resterà. Ai tifosi, quindi dico grazie per esserci stati vicini, anche criticamente, ma sempre con grande amore”.
Si rimprovera qualcosa?
“Ho sempre analizzato quello che si è fatto male, ma anche dopo una vittoria penso che si possa cambiare qualcosa. Non è che quando si vince tutto perfetto. Tante cose le rifarei tante cose le cambierei. Ad esempio, nelle ultime due partite abbiamo giocato male e quindi cambierei le mie scelte. Non accetto però che si butti via tutto il lavoro. Eravamo una squadra tutta nuova, falcidiata degli infortuni che stava per raggiungere l’obiettivo prefissato”.
Vuole dire qualcosa ai tifosi?
“Vi ringrazio per quello che abbiamo vissuto insieme. La Juve è una grande squadra ha bisogno di vincere, non basta partecipare. In 25 anni di calcio ho imparato che per vincere serve fiducia serve chiarezza e serve che alla fine ognuno di noi assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Questa squadra avrebbe avuto bisogno di meno infortuni e più tempo, ma penso che quello che abbiamo seminato resterà. Ai tifosi, quindi dico grazie per esserci stati vicini, anche criticamente, ma sempre con grande amore”.
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