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2 novembre 1999, la rovesciata di Bressan. Uno dei gol più incredibili e belli di sempre
Il 2 novembre del 1999, al Franchi di Firenze, si gioca Barcellona-Fiorentina. In campo ci sono Rui Costa e Chiesa da una parte, Rivaldo e Figo dall'altra. Una sfida stellare per l'ultima giornata del girone di Champions League. Chi però si prende la scena è un semisconosciuto del calcio europeo, mentre in Italia era stato un più che onesto pedatore. Mauro Bressan era cresciuto nel Milan all'ombra dei tre olandesi, giganti come van Basten, Gullit e Rijkaard, ma anche Baresi e Gullit. Che poi non la indossi mai con la prima squadra è una questione sottile, perché finisce al Foggia di Catuzzi, epilogo finale dello straordinario film chiamato Zemanlandia.
Nel 1999, ad anni 28, la Fiorentina e Giovanni Trapattoni lo chiamano per giocare in Champions. Era già stato allenato dal tecnico ai tempi del Cagliari, mentre qui viene impiegato sia a centrocampo che sulla fascia destra. Le stelle in viola sono parecchie, come Torricelli e Di Livio, Mijatovic e Batistuta, oltre a quelli già citati.
Poi arriva il giorno che dovrebbe cambiare la vita, cioè il 2 novembre. Una palla rimbalza dieci metri fuori dalla linea dell'area, Bressan non può controllarla e allora ci prova con la rovesciata. La palla prende una traiettoria straordinario che lo porta a finire all'incrocio dei pali, imparabile. “Provavo sempre le rovesciate in allenamento, per me non erano una novità - disse Bressan - quella volta è andato tutto per il verso giusto e segnare così sotto la Fiesole contro il grande Barcellona è stata un’emozione unica. Ancora oggi ho i brividi. E’ stato un qualcosa che mi è venuto in maniera naturale, come mi succedeva da bambino”.
Nel 1999, ad anni 28, la Fiorentina e Giovanni Trapattoni lo chiamano per giocare in Champions. Era già stato allenato dal tecnico ai tempi del Cagliari, mentre qui viene impiegato sia a centrocampo che sulla fascia destra. Le stelle in viola sono parecchie, come Torricelli e Di Livio, Mijatovic e Batistuta, oltre a quelli già citati.
Poi arriva il giorno che dovrebbe cambiare la vita, cioè il 2 novembre. Una palla rimbalza dieci metri fuori dalla linea dell'area, Bressan non può controllarla e allora ci prova con la rovesciata. La palla prende una traiettoria straordinario che lo porta a finire all'incrocio dei pali, imparabile. “Provavo sempre le rovesciate in allenamento, per me non erano una novità - disse Bressan - quella volta è andato tutto per il verso giusto e segnare così sotto la Fiesole contro il grande Barcellona è stata un’emozione unica. Ancora oggi ho i brividi. E’ stato un qualcosa che mi è venuto in maniera naturale, come mi succedeva da bambino”.
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