
Tre bonus speciali per tenere Kean. Ma servirà anche una dote di Commisso
Nella tradizione fede, speranza e carità sono le tre virtù teologali, ovvero le virtù che il buon cristiano deve ricercare per poter essere in piena armonia con il mondo e con Dio.
Ma per impostare al meglio il futuro della Fiorentina, oltre a quelle ne occorrono altre tre, bonus specialissimi che devono essere offerti al calcisticamente strabordante Moise Kean perchè scelga di condividere ancora a lungo le sorti della squadra viola: Felicità, Fiducia e Libertà.
Che la felicità sia la base del benessere del Kean calciatore ce lo ha detto spesso proprio lui, anche dopo l’ultima vittoria con l’Atalanta che ha riaperto per la Fiorentina l’orizzonte della grande Europa, forse più Europa League che Champions, ma di certo si tratta di un miglioramento netto rispetto alla coppa minore per cui concorre in questi anni. Ce lo ha detto Kean usando un’immagine bella e spontanea: "Mi diverto come al campetto". Ma del resto lo aveva confermato nei giorni scorsi anche quel campione meraviglioso e tormentato di Adrian Mutu, affermando al Telegraph di aver vinto anche titoli importanti altrove, ma che "la felicità l’ho trovata a Firenze: là dove la gente mi ama, là dove sento che c’è casa mia", parole belle, ma anche molto chiare sulle priorità di un calciatore che è soprattutto un uomo, una persona, un dato che spesso noi spettatori e narratori del calcio scordiamo. Persino De Gea di recente ha rivelato che: "Nell'anno senza calcio ho scoperto la felicità", è evidente la felicità è un fattore decisivo.
Per cogliere al meglio il senso della felicità, un esercizio utile può essere ammirare le magnifiche opere del celebre pittore impressionista francese Auguste Renoir, il quale ha dipinto molti esempi di immagini di felicità e quasi tutti hanno un denominatore comune: la semplicità. Si pensi alle celeberrime opere che rappresentano una colazione dei canottieri o delle donne a passeggio con ombrelli e ancora un ballo in una balera popolare o infine le bagnanti nude che si godono il fresco in riva al fiume. Se il grande pittore fosse vissuto in tempi più recenti avrebbe forse ritratto dei bambini che giocano al pallone in un campo o persino per strada, ma anche dei calciatori in uno stadio che entusiasmano il pubblico festante sugli spalti con un colpo come quelli che anche Moise Kean ci sta abituando a vedere. Ecco la felicità.
Che anche la Fiducia sia imprescindibile dal benessere di un uomo, a maggior ragione uno sportivo, ce lo conferma la limpida differenza tra le prestazioni di Kean in viola e quelle fornite in altri contesti calcistici anche molto più importanti come la Juve, il giovanotto sulle sponde dell’Arno si sente credibile per il club, per l’allenatore e per il pubblico e lo ha detto in diverse occasioni, il primo merito per aver ottenuto da lui questa consapevolezza crediamo vada ascritto a Palladino che lo ha voluto fortemente e lo ha sempre fatto sentire a suo agio.
C’è infine la Libertà: Moise è un giovane uomo che gioca a calcio, ma coltiva anche altri interessi come ogni persona sensibile e dotata, su tutti quello della musica che dopo un esordio in collaborazione con altri artisti, ha iniziato a scrivere e produrre da solista con risultati apprezzabili, ecco che lasciare che egli coltivi senza ostacoli soverchi questa passione, può essere una delle chiavi per convincerlo a confermare la sua scelta di vita di vestire la maglia viola facendo la felicità della città sportiva, in tal senso sarebbe importante per il futuro che non fosse l’unico a sentire l’onere di realizzare gol per la Fiorentina, senza la possibilità neppure di prendersi un raffreddore, non a caso Bob Marley diceva che la musica può rendere gli uomini liberi.
Taluni obietteranno che il fattore decisivo della vicenda possa essere il denaro, che i soldi siano importanti è un fatto, ma sono un mezzo per qualcosa, non un fine, infatti aver denaro è utile se hai uno scopo, un desiderio, se senti il dovere di svolgere un compito che può essere anche in apparenza banale come far vivere una famiglia, i soldi per i soldi, posseduti spesso dai calciatori strapagati, producono noia, uccidono i desideri, Moise Kean, come in fondo molti giovani, ha il cuore puro, sembra di capirlo proprio dai testi di quella musica trap, giudicata volgare e rozza, che Kean pratica. Tutte quelle pose da duro che sono comuni al genere, i testi forti, i gesti truci coi riferimenti alle pistole ed altri simboli delle serie tv ambientate nelle periferie violente, nascondono spesso un animo bambino e un’indole che può essere anche ingenua, per esempio come ha fatto notare sagacemente in un pezzo recente il collega Di Nardo, anche Luca Ranieri quando fa una bella e decisiva chiusura difensiva, mima la faccia truce per esultarne, proprio come Kean che segna e flexa in faccia a Djimsiti. Son ragazzi!
E’ chiaro, e anche giusto, che chi cura gli interessi del bomber viola pretenderà di ritrattarne lo stipendio dopo che il suo assistito sta facendo così bene.
In tal senso verrà utile una virtù che appartiene evidentemente a Rocco Commisso, il presidente tornato a Firenze in occasione della partita con l’Atalanta e probabilmente anche per risolvere il nodo Kean e magari alzargli il compenso e togliere quella pericolosa clausola da 52 milioni, o almeno ci si augura che abbia anche questo proposito in agenda.
Quel Rocco che domenica in tribuna coi suoi occhiali a specchio salutava la folla, quasi benedicente sembrando, e forse sentendosi, come il santo padre, ecco Commisso è senz’altro dotato della virtù della pazienza, lo dimostra il fatto che anche nei momenti più critici, abbia difeso il suo allenatore, una scelta in contro tendenza agli usi e costumi del calcio italiano e che adesso che la Fiorentina ha trovato di nuovo forma e obiettivi importanti, risulta una scelta felice.
Ecco, Commisso armato di santa pazienza dovrà assicurare al suo grande bomber, oltre al prevedibile adeguamento economico del contratto i tre bonus specialissimi di cui abbiamo appena parlato.







